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Melenchon

Francia verso le presidenziali

Il declino di Melènchon: frena la sinistra radicale che già sognava di conquistare l’Eliseo

La sinistra è a pezzi e divisa tra i radicali e i socialisti: si profila una debacle il prossimo anno

Esteri - di Redazione - 27 Marzo 2026 alle 15:17

Le elezioni amministrative francesi hanno consegnato un risultato elettorale del tutto insoddisfacente per La France Insoumise e il leader comunista Jean-Luc Mélenchon, che già si vedeva al ballottaggio con Bardella per le presidenziali dell’anno prossimo.

Una debacle

Il partito ha faticato a conquistare le grandi metropoli, dove gli elettori hanno spesso preferito la sinistra moderata o i Verdi. Le comunali sono state viste come un test cruciale. Mélenchon ha rafforzato la sua base (circa il 10% nazionale), ma l’antipatia di una parte dell’elettorato verso il suo stile radicale sembra limitare la sua capacità di espansione nei ballottaggi.

Laddove il Partito Socialista (PS) e i Verdi si sono alleati con LFI per “paura” della destra, la strategia spesso è fallita, spingendo i moderati verso altri candidati.

L’insidia socialista

Le elezioni comunali hanno indebolito Melènchon e rafforzato l’alternativa socialista. Il primo competitor si chiama Raphaël Glucksmann. L’eurodeputato, sostenuto dal PS, è attualmente visto come l’alternativa moderata più credibile. Negli ultimi sondaggi di marzo 2026, Glucksmann si posiziona spesso davanti a Mélenchon nelle intenzioni di voto per il primo turno.

“Il peggior candidato possibile per l’Eliseo”

Il segretario del PS, Olivier Faure, ha apertamente definito Mélenchon “il peggior candidato possibile” per un ballottaggio, sostenendo che la sua figura radicale compatti la destra anziché attrarre i moderati. Faure ha dichiarato il 27 marzo 2026 che “non ci sarà un accordo nazionale” tra PS e La France Insoumise (LFI) per le presidenziali.  Glucksmann ha già annunciato che non intende partecipare a eventuali “primarie della sinistra” dominate da LFI, puntando a una corsa autonoma per intercettare l’elettorato deluso dal centro macronista.

Il rischio di non andare al ballottaggio per la sinistra

In sintesi, la sinistra francese arriva verso il 2027 profondamente divisa: senza un’unione, il rischio concreto evidenziato dagli analisti è che nessuno dei due candidati riesca a superare il primo turno, lasciando spazio a un duello tra la destra di  Bardella e i centristi macroniani.

 

 

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