Mai così bene dal 2004
I dati sul lavoro fanno sorridere l’Italia. Meloni: «Siamo sulla strada giusta»
Nuovi record nell'ultimo report dell'Istat: il tasso di occupazione registrato nella media 2025 è al 62,5%, il valore più alto dall'inizio delle serie storiche partite oltre vent'anni fa. Disoccupazione giù
Politica - di Giovanna Ianniello - 12 Marzo 2026 alle 13:45
In Italia più lavoratori e meno disoccupazione. Con il governo Meloni l’Italia continua a sorridere sul tema dell’occupazione come non accadeva da anni. A conferma del cambio di tendenza ci sono gli ultimi dati diffusi dall’Istat: il tasso di occupazione registrato nella media 2025 è al 62,5%, il valore più alto dall’inizio delle serie storiche partite nel 2004. Contemporaneamente il tasso di disoccupazione nella media dell’anno è sceso al 6,1% attestandosi sui valori minimi già toccati nel 2007.
Meloni: Nel 2025 185mila lavoratori in più
Tra i primi a intervenire dopo la diffusione dell’analisi trimestrale c’è la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che non nasconde sui social la sua soddisfazione: «L’ultima rilevazione ISTAT sul mercato del lavoro, diffusa con il report sul IV trimestre 2025, conferma segnali incoraggianti. Nella media del 2025 gli occupati sono aumentati di 185 mila unità, mentre il tasso di occupazione è salito al 62,5% e la disoccupazione è scesa al 6,1%. Dati che continuano a indicare una tendenza positiva. Sappiamo bene che la strada da percorrere è ancora lunga e che resta molto da fare per rafforzare la crescita, migliorare la qualità dell’occupazione e creare sempre più opportunità. Ma questi numeri confermano che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo a lavorare con determinazione per sostenere lavoro, imprese e crescita».
Bene l’occupazione soprattutto al Sud
Oltre ai numeri generali è anche il dettaglio territoriale a segnale un cambio di tendenza netto rispetto al passato, perché a crescere è soprattutto il Sud d’Italia. Dati che secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra «confermano che il Mezzogiorno continua a vivere una fase particolarmente positiva dal punto di vista occupazionale». Nel 2025 il Sud registra il maggior incremento del tasso di occupazione, con un aumento di 0,7 punti , rispetto al +0,1 del Centro e del Nord, mantenendosi sui livelli del massimo storico e attestandosi al 50,0 per cento. Un segnale positivo relativo alla vitalità del mercato del lavoro meridionale emerge anche dalla riduzione del tasso di inattività: nel 2025, il Mezzogiorno è l’unica area del Paese a registrare un decremento degli inattivi (-0,3 punti).
Bene anche l’occupazione femminile
A sostenere questa dinamica di crescita contribuisce anche l’aumento dell’occupazione femminile, con un incremento di 0,9 punti rispetto al quarto trimestre 2024. Infine, sempre nel 2025, si riduce di 0,6 punti il divario tra Nord e Sud in termini di tasso di occupazione e disoccupazione, un segnale di progressiva convergenza territoriale relativa al mercato del lavoro. «Le dinamiche occupazionali favorevoli rappresentate da Istat dimostrano che gli strumenti messi in campo dal governo Meloni, per sostenere crescita e sviluppo, continuano a produrre i risultati sperati: mi riferisco per esempio alla Zes unica Mezzogiorno, agli sgravi contributivi maggiorati in area Zes per incentivare l’occupazione di giovani e donne e alle iniziative per agevolare nuove attività imprenditoriali», conclude Sbarra.
I dati del report dell’Istat
Nel rapporto diffuso dall’Istat emerge che nel quarto trimestre 2025, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è stabile rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dell’1,6% nei confronti del quarto trimestre 2024. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 121 mila, aumenta su base congiunturale (+37 mila, +0,2% sul terzo trimestre 2025), a seguito di una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila, +0,5%) e degli indipendenti (+21 mila, +0,4%) più marcata rispetto al calo dei dipendenti a tempo determinato (-60 mila, -2,4%); si riduce il numero di disoccupati (-84 mila, -5,5% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+61 mila, +0,5%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione è stabile al 62,5%, quello di disoccupazione cala al 5,6% (-0,3 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,2 punti).
Più occupanti meno disoccupati
Nei dati provvisori di gennaio 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,3%) e del relativo tasso (+0,2 punti) si associa alla diminuzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti) e alla crescita di quello di inattività 15-64 anni (+0,1 punti). Nel confronto tendenziale, dopo un trimestre di stabilità, torna a crescere il numero di occupati (+89 mila, +0,4%); l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato (+1,0%) e degli indipendenti (+3,0%) più che compensa il calo dei dipendenti a termine (-8,6%). Nel quarto trimestre 2025, dopo il lieve aumento del trimestre precedente, il numero di disoccupati si riduce (-138 mila, -8,9% in un anno) e, dopo tre trimestri di calo, cresce quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+49 mila, +0,4%). I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 62,4% (+0,1 punti), quello di disoccupazione scende al 5,5% (-0,5 punti) e il tasso di inattività raggiunge il 33,9% (+0,2 punti).
Imprese: crescita posizioni dipendenti
Dal lato delle imprese, nel quarto trimestre 2025 si osserva la crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti (+0,3%), lievemente superiore per la componente a tempo parziale (+0,5%) rispetto a quella a tempo pieno (+0,3%), portando la quota delle posizioni a tempo parziale sul totale delle posizioni a 28,9% (+0,1 punti). La dinamica in crescita si registra anche in termini tendenziali (+1,6%), simile per entrambe le componenti, con un lieve calo (-0,1 unti) della quota del part-time. Aumentano in termini congiunturali sia le posizioni in somministrazione (+1%), seppure la loro dinamica si mantenga stazionaria su base annua, sia la domanda di lavoro intermittente (+1,5%), che mostra una crescita tendenziale più sostenuta (+5,7%). Le ore lavorate per dipendente diminuiscono in termini congiunturali (-0,5%) e aumentano in termini tendenziali (+0,5%); rispetto al quarto trimestre 2024, il ricorso alla cassa integrazione diminuisce (-1,7 ore), scendendo a 7,8 ore ogni mille ore lavorate.
Nel 2025 aumento degli occupanti pari a 185mila
Il tasso dei posti vacanti è pari all’1,9%, in aumento rispetto al trimestre precedente (+0,1%) e in diminuzione nel confronto tendenziale (-0,1%). Il costo del lavoro per Unità di lavoro equivalente a tempo pieno (Ula) registra un aumento rispetto al trimestre precedente (+0,3%), di pari entità nelle retribuzioni e nei contributi sociali. Su base annua, la crescita del costo del lavoro (+2,9%) è più intensa per i contributi sociali (+4,2%) rispetto alle retribuzioni (+2,5%). Nella media 2025, l’aumento degli occupati, pari a 185 mila unità (+0,8% in un anno), si associa alla riduzione sia dei disoccupati (-88 mila, -5,3%) sia degli inattivi di 15-64 anni (-58 mila, -0,5%). Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 62,5% (+0,3 punti in un anno) e scendono i tassi di disoccupazione (6,1%, -0,4 punti) e di inattività 15-64 anni (33,3%, -0,1 punti).