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Gratteri contro i giornalisti cattivi, l’inchiesta del “giornalista” Scanzi: ha scoperto cosa c’è dietro…

Giudici e referendum

Gratteri contro i giornalisti cattivi, l’inchiesta del “giornalista” Scanzi: ha scoperto cosa c’è dietro…

Politica - di Leo Malaspina - 12 Marzo 2026 alle 15:15

Chi l’avrebbe detto, eh. “Il Fatto” si schiera con Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, al centro di polemiche per frasi pronunciate in una telefonata con una giornalista de Il Foglio, interpretate come minacce alla stampa durante la campagna sul referendum sulla giustizia. Ma non solo. Anche Andrea Scanzi, il tuttologo tv che si esibisce con anelloni e collane da guru, nonostante egli stesso, nel portafogli, nasconda un tesserino da giornalista, non può non stare con il magistrato calabrese. Ma lui, Scanzi, da vero cane da guardia dell’informazione, fa di più: indaga e scopre cosa c’è dietro le polemiche contro Gratteri. Una strategia della destra, una trama nera…

Gratteri, Scanzi e la pista segreta del “Fatto”

Il procuratore, in prima fila nella campagna per i sostenitore del “No” al referendum, due giorni fa aveva risposto a domande su presunte gaffe, come l’attribuzione errata di un voto “No” al cantante Sal Da Vinci in Tv, con toni minacciosi: “Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti. Nel senso che tireremo una rete”. Gratteri si era poi ben guardato dallo scusarsi: “Prendo atto dell’ennesima polemica. Valuterò querele penali (entro 90 giorni) o azioni civili (entro 5 anni) contro chi ha leso la mia immagine”.

Scanzi, in una sua inchiesta personale, che parte dalla lettura di un testo segreto di una misteriosa Liana Minella, su un giornale dal nome ingannevole, “Il Fatto”, ha scoperto che era tutta una strategia della destra per silenziare il caso “Bartolozzi”.

“Perché Gratteri è di nuovo sotto attacco? Per una deliberata strategia di maggioranza e giornali annessi. Lo spiega bene stanai Liana Minella sul Fatto. Il procuratore di Napoli, beccato al telefono, reagisce ruvidamente (com’è nel suo stile…) con una giornalista del Foglio che lo incalza a partire dal cantante Sal Da Vinci (vota Sì o No? Gratteri dice No). Sabato sera, a In altre parole, Massimo Gramellini glielo chiede. Il Foglio glielo contesta. La sua risposta crea il caso… Forza Italia ci salta sopra. A partire da Antonio Tajani… Detto, fatto. In poche ore, come per magia, il caso Bartolozzi non c’è più, esplode il caso Gratteri. C’è solo quello sul piatto. Oscura del tutto il primo. In Transatlantico non se ne parla più. Inutilmente protesta l’opposizione. Siamo un paese irrecuperabile, dai”.

Scoop. Inutile negarlo. Bartolozzi sapeva che Gratteri avrebbe inanellato altre gaffe e quindi lo ha anticipato, per poi farsi silenziare da lui. Pulitzer a Scanzi, subito.

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di Leo Malaspina - 12 Marzo 2026