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Gli alleati dell’Iran mollano il regime islamista: si limitano a condannare l’omicidio di Khamenei

Nessuna reazione concreta

Gli alleati dell’Iran mollano il regime islamista: si limitano a condannare l’omicidio di Khamenei

Esteri - di Gabriele Caramelli - 3 Marzo 2026 alle 18:10

Dopo l’operazione militare congiunta di Israele e Usa in Iran, i Paesi alleati dell’Iran si sono limitati a condannare l’accaduto. Ma l’hanno fatto senza intromettersi più di tanto nel conflitto in corso, visto che sono piuttosto indeboliti. Hamas si è limitato a scrivere una nota di cordoglio per la dittatura islamica di Teheran: «Condanniamo con la massima fermezza l’aggressioneisraelo-americana contro la Repubblica Islamica dell’Iran, che costituisce un attacco diretto all’intera regione e un attentato alla sua sicurezza, stabilità e sovranità. Invitiamo le nazioni arabe e islamiche a unirsi per contrastare questa aggressione e i suoi obiettivi, che mirano a ridisegnare la regione secondo le aspirazioni dell’occupazione di stabilire una ‘Grande Israele’ a spese delle terre arabe e islamiche e degli interessi dei loro popoli». Eppure, anche dopo l’omicidio dell’ayatollah Khamenei, i terroristi palestinesi non hanno mosso un dito, senza intervenire con le armi a sostegno del regime iraniano.

Anche le milizie di Hezbollah in Libano sono rimaste al proprio posto, sebbene avessero annunciato di voler adempiere «al nostro dovere affrontando l’aggressione». il capo del gruppo islamista, Naim Qassem, aveva sottolineato che «qualunque siano i sacrifici, non abbandoneremo la via della resistenza». Eppure non c’è stata alcuna reazione dopo gli attacchi dell’1 e 2 marzo contro la Repubblica islamica. Tra l’altro, dopo aver portato a termine l’offensiva di supporto agli Usa, Israele ha ripreso ad attaccare gli islamisti libanesi. Ultimi, ma non per importanza, sono gli Houthi dello Yemen, che hanno spiegato di voler ricominciare a condurre attacchi mirati sulle rotte marittime e su Israele a sostegno degli ayatollah. Anche in questo caso, però, non sono stati registrati grandi interventi in termini militari.

Gli alleati dell’Iran mollano il regime: dagli islamisti fino a Russia e Cina

Secondo Alan Eyre, del Middle East Institute, gli alleati dell’Iran «sono indeboliti» e soprattutto «hanno anche i loro interessi e i loro programmi». Vale lo stesso per Cina e Russia, che hanno rispettivamente fornito il proprio appoggio morale all’Iran, ma senza mobilitarsi più di tanto. Strano, visto che Mosca acquista ormai da anni i droni Shahed da Teheran. Nonostante ciò, Vladimir Putin ha semplicemente condannato l’uccisione di Ali Khamenei in un messaggio di condoglianze, inviato al presidente iraniano Massud Pezeshkian. Poi ha parlato di «un assassinio commesso in cinica violazione di tutte le norme della moralità umana e del diritto internazionale».

Proprio lui che ha fatto arrestare Alexei Navalny per la sua contrarietà alle politiche d’aggressione verso l’Ucraina e la repressione esercitata dal Cremlino sulla popolazione. Anche la Cina ha bollato l’uccisione dell’ayatollah come «inaccettabile», esprimendo la propria vicinanza attraverso il ministro degli Esteri Wang Yi: «Queste azioni violano il diritto internazionale e le relazioni internazionali di base». Nessuna di queste parole, però, può sortire un effetto significativo nel conflitto.

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di Gabriele Caramelli - 3 Marzo 2026