Referendum in diretta social?
Furbetti del selfie in cabina: scattano le denunce dopo i casi delle foto al seggio a Catania e Catanzaro. Ecco cosa rischiano
Ma davvero un like sui social è arrivato a valere di più di un voto espresso nel segreto dell’urna. A quanto pare e risulta dalla cronaca riportata da agenzie e siti di stampa, sembrerebbe proprio di sì. Lo avvalerebbero, infatti, i casi di Catania – soprattutto – e di Catanzaro registrati ieri quando, all’atto del voto, un elettore ha scattato una foto con il suo telefono cellulare mentre è al seggio elettorale della scuola Cavour della cittadina etnea. Peccato che il furbetto della cabina venga smascherato all’istante e subito indentificato dalla Guardia di finanza. Ora, la sua posizione è al vaglio della Procura locale.
Referendum a Catania, scatta una foto al seggio e viene identificato e denunciato dalla Gdf
Dunque, nonostante i chiari divieti e le severe sanzioni, la frenesia da social media sembra aver contagiato anche alcuni elettori impegnati nel voto referendario. A Catania, presso la scuola Cavour, un cittadino è stato sorpreso dalla Guardia di Finanza mentre tentava di fotografare la propria scheda all’interno della cabina elettorale. Un gesto descritto come “plateale” che ha portato all’immediata identificazione dell’uomo e alla segnalazione alla locale Procura della Repubblica, che ora vaglierà la sua posizione.
Ma Catania sembra non essere un caso isolato. E a Catanzaro…
Ma come anticipato in apertura, purtroppo il caso di Catania non è rimasto un episodio isolato in questa tornata elettorale. Nella giornata di domenica (22 marzo ndr) a Catanzaro, infatti, a quanto riporta Libero tra gli altri, altri due elettori sarebbero stati denunciati per lo stesso motivo. In quel caso, sarebbero stati gli stessi componenti del seggio ad accorgersi dei movimenti sospetti e a dare l’allarme, allertando i Carabinieri. I due sarebbero quindi stati identificati e le loro schede annullate conseguentemente.
Referendum, scattano foto nella cabina elettorale: i casi al vaglio degli inquirenti
E allora, forse è il caso di ricordare che in Italia fotografare o filmare all’interno del seggio elettorale, e in particolare della cabina, costituisce un reato ai sensi della legge n. 219 del 2008. La norma, è bene ribadirlo, mira infatti a preservare la segretezza e la libertà del voto, prevenendo scambi o pressioni indebite. Chi la trasgredisce rischia l’arresto da tre a sei mesi. E un’ammenda che può variare da 300 a 1000 euro.
Questi episodi, seppur circoscritti, evidenziano la necessità di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini sull’importanza del rispetto delle regole che presidiano le consultazioni elettorali. La “voglia di selfie”, in questo contesto, può costare decisamente cara. E non solo in termini economici (o di like sui social)…