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Foibe, Menia smaschera i negazionisti: con oblio e recriminazioni colpiscono anche il Sud d’Italia

Verità contro oblio

Foibe, Menia in “missione” a Bari per la verità storica: “Il negazionismo è pugno in faccia anche al sacrificio dei meridionali”

Politica - di Bianca Conte - 15 Marzo 2026 alle 12:36

Siamo alle solite: a dover ribadire verità negate e smascherare i negazionisti. Perché la memoria delle Foibe non è una questione locale. Né una ferita che riguarda solo una parte del Paese. È una tragedia italiana che unisce il Carso alla Puglia, le coste dell’Istria alle città del Meridione. Eppure, a distanza di decenni, c’è ancora chi tenta di inquinare i pozzi della storia con il fango del negazionismo e del giustificazionismo, oltraggiando non solo le vittime, ma l’identità stessa della nostra nazione.

E allora, ancora una volta, proprio questa deriva, è tornato a prendere posizione il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia, “padre” della legge sul Giorno del Ricordo, intervenendo a Bari al convegno promosso dal Comitato 10 Febbraio. Un appuntamento dal titolo emblematico: “Il Sacrificio e l’accoglienza. I meridionali martiri delle foibe e l’accoglienza degli esuli nelle regioni del Sud“.

Foibe, Menia (FdI): «Il negazionismo è un pugno in faccia al sacrificio, anche dei meridionali»

«Il negazionismo è un pugno in faccia al sacrificio anche dei meridionali. La mia missione è la verità storica contro la zizzania dei falsificatori della storia», ha ribadito con forza Menia dal capoluogo della Puglia, tornando a puntare i riflettori della storia contro ogni negazionismo, riduzionismo e oblio sul sacrificio di tanti figli del Mezzogiorno che trovarono la morte negli abissi delle foibe. Erano poliziotti, militari, maestranze e amministratori dello Stato che, pur nati lontano dal confine orientale, scelsero di servire il tricolore a Trieste, Zara, Fiume e Pola.

«La mia missione è la verità storica contro la zizzania dei falsificatori della storia»

Non per niente il senatore di FdI ricorda: «Anche nel Sud si contarono purtroppo martiri delle foibe, presenti nelle terre del vecchio confine orientale, da Trieste a Zara, da Fiume a Pola. Nelle amministrazioni della Stato e nelle forze di polizia e militari. Come tra le maestranze nei cantieri, nell’industria, nei commerci». E a riguardo Menia osserva: «Leggere ancora oggi frasi ingiuriose anche da parte di enti istituzionali e associazioni che si vantano di essere tutori della libertà e delle democrazia, non solo fa male alle vittime. Ma è una colposa cancellazione di verità incontrovertibili».

Foibe, Menia: i negazionisti colpiscono anche il Sud del Paese

E ancora. «Questo atteggiamento inoltre – aggiunge poi in calce alle argomentazioni – avvelena i pozzi della civile convivenza, in quanto non permette di diffondere il verbo della verità, non scritta da una sola parte: ma quella vera e figlia di fatti e sofferenze». Per il senatore, dunque, come già asserito e argomentato tante volte e su diversi tavoli, la lotta contro la «zizzania dei falsificatori» è una missione necessaria: per difendere una memoria che non appartiene a una sola fazione. Ma che è patrimonio della verità storica, di tutti.

La verità, una missione oltre l’oblio ideologico

Per cui, ignorare il martirio dei meridionali in Istria e Dalmazia significa mutilare un capitolo della nostra storia nazionale e cancellare con un colpo di spugna quella verità «figlia di fatti e sofferenze» che nessuno potrà mai cancellare. e allora la missione continua: contro le mistificazioni, l’oblio, e le negazioni di sempre…

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di Bianca Conte - 15 Marzo 2026