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Repubblica e le altre testate Gedi passano alla greca Antenna Group

Acquisito il 100% del gruppo

Fine di un’era a “Repubblica”: Elkann vende Gedi ai greci di Antenna Group. La redazione annuncia battaglia

Le testate passano alla società dell'imprenditore milionario Theodore Kyriakou. Mario Orfeo resta direttore. La nuova proprietà promette investimenti, ma i giornalisti non la prendono bene lo stesso

Cronaca - di Agnese Russo - 23 Marzo 2026 alle 19:25

Repubblica cambia proprietario, e con lei tutte le altre testate del gruppo Gedi, che passano ad Antenna Group. L’annuncio è stato dato da K Group, proprietaria di Antenna, che ha reso nota «l’acquisizione del 100% di Gedi» da Exor, «inclusi il quotidiano la Repubblica, i brand radiofonici Radio Deejay, Radio Capital, m2o, insieme a HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes e la concessionaria pubblicitaria Manzoni». Resta fuori La Stampa che, come annunciato di recente da Gedi, è stata oggetto di un accordo per la vendita al Gruppo Sae, insieme al suo centro stampa e alla rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale.

Repubblica cambia proprietario, ma non direttore

Mario Orfeo, direttore del quotidiano dal 2024, «continuerà a ricoprire il suo ruolo alla guida di la Repubblica, garantendo continuità editoriale e gestionale, mentre Linus resterà alla guida delle attività radiofoniche», informa ancora il comunicato della società. La manager Mirja Cartia d’Asero assumerà il ruolo di amministratore delegato.

La promessi di investimenti da parte di Antenna Group

Il K Group fa capo all’imprenditore greco Theodore Kyriakou, 52enne erede di un impero che va dai trasporti navali alla finanza, passando per l’immobiliare e i media, con Antenna Group presente in vari Paesi. Mirja Cartia d’Asero ha annunciato investimenti e, «a nome di Theodore Kyriakou, presidente di Antenna Group, e della famiglia Antenna», la volontà di «valorizzare la storia delle testate e la forza dei brand» del gruppo, con cui il nuovo proprietario «condivide un profondo impegno verso l’integrità, l’indipendenza editoriale e un’informazione affidabile, e attribuisce grande importanza al rispetto della cultura e dell’identità locale, elementi fondamentali per un’editoria solida e credibile».

La redazione di Repubblica sul piede di guerra

Quando si erano diffuse le prime indiscrezioni sulla volontà di Exor di vendere il gruppo Gedi c’era stata una sollevazione nella redazione di Repubblica, con tanto di sponda politica della sinistra che aveva chiesto al governo di intervenire. Il Comitato di redazione di Repubblica, la rappresentanza sindacale interna, in un comunicato del 9 febbraio spiegava che «abbiamo chiesto perché la scelta sia ricaduta su di un editore sconosciuto ai più e non ad altri che si erano detti interessati, ed è una domanda che rimane aperta. Ci sono (state) altre offerte? Se sì, perché non prenderle in considerazione?», aggiungendo che «abbiamo fatto il nostro lavoro giornalistico per tentare di fare luce sulla natura del potenziale acquirente e ciò che ne è uscito fuori non ci tranquillizza affatto, anzi».

«Dopo una lunghissima gestazione, durata oltre nove mesi, Exor comunica la cessione del Gruppo Gedi ad Antenna Group proprio nelle ore in cui i giornalisti sono impegnati nel lavoro per raccontare la vittoria del No al referendum, momento assai importante per l’Italia intera e per il nostro giornale. Scegliere un giorno del genere è la finale mancanza di rispetto verso il giornale e la sua storia dell’ormai ex editore di Repubblica. Non sentiremo la sua mancanza», si legge nel comunicato del Cdr rilasciato dopo la notizia della vendita, che avverte la redazione «continuerà a battersi per la collocazione del giornale ricorrendo a qualsiasi strumento di lotta».

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di Agnese Russo - 23 Marzo 2026