Profeti del nulla
“Fine del mondo alle porte”, l’assurda profezia apocalittica del Cremlino dopo gli attacchi all’Iran
«Ci sono state cose peggiori nella storia umana…Ma allora non eravamo vivi, quindi ci sembra che la fine del mondo sia alle porte». Queste le parole catastrofiste ed apocalittiche del portavoce del Cremlino Dimitry Peskov che, parlando degli attacchi combinati di Israele e Usa contro le basi nucleari iraniani, ha poi definito l’evento come una «tempesta perfetta». Ma le profezie apocalittiche del braccio destro di Vladimir Putin sono tutt’altro che finite. Secondo lui, «ad essere onesti, non capisco nemmeno come qualcuno possa chiedere agli altri di seguire le norme e i principi del diritto internazionale. Non esiste più».
Chissà cosa ne pensa la sinistra italiana, che sin dalle azioni militari americane in Venezuela aveva parlato della violazione del diritto internazionale. A questo punto dovrebbero condannare anche le parole di mosca, che tra l’altro ha contribuito ad una situazione caotica, invadendo l’Ucraina nel febbraio 2022. Al contrario della Russia, gli Usa non hanno mai affermato che la fine del mondo fosse vicina e che il diritto internazionale non avesse alcun senso.
“Fine del mondo alle porte”, il Cremlino si spertica in una profezia apocalittica quanto assurda
«È improbabile che qualcuno possa ora formulare quale legge ha sostituito il diritto internazionale. Nessuno può fornire una definizione chiara», ha proseguito Dimitry Peskov, avvalorando la tesi del presidente russo: «Quindi, Putin ha ragione. Sullo sfondo di questa tempesta perfetta che è ora iniziata, dobbiamo concentrarci su noi stessi, sui nostri interessi e sul nostro potenziale. Laddove manca, dobbiamo costruirlo, pensare attentamente e rimanere concentrati». L’araldo del Cremlino ha dimostrato che ogni scusa è buona per fare propaganda e per cercare di annullare tutte quelle norme mondiali che esistono per tutelare la quiete. In sostanza, le affermazioni di Peskov sono un inno e al contempo la giustificazione all’isolazionismo, che caratterizza ormai da quattro anni la Russia.