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Famiglia nel bosco, papà Nathan in visita ai suoi tre piccoli nella casa famiglia di Vasto

Dem in crisi di nervi?

Famiglia nel bosco, qualcosa si muove: La Russa riceve i genitori e gli ispettori arrivano in tribunale. E il Pd va ai pazzi

Cronaca - di Ginevra Sorrentino - 16 Marzo 2026 alle 16:02

Sulla tormentata e controversa vicenda che ha travolto la famiglia nel bosco in un vortice di relazioni e valutazioni, burocrazia e tribunali, qualcosa sembra muoversi. Certo, il percorso di mamma, papà e tre figli resta ancora in salita, ma quanto meno i prossimi dieci giorni potrebbero essere prodromici a uno sblocco della situazione, da tempo in stallo, salvo picchi di criticità e polemiche davvero dolorosi. Sono attese infatti le perizie degli esperti per valutare l’idoneità genitoriale; mentre al momento non si esclude l’affidamento dei piccoli al papà, oggi in visita alla casetta di Palmoli messa a disposizione del Comune, dove la famiglia potrebbe – almeno di spera – quanto meno riunirsi sotto lo stesso tetto.

Famiglia nel bosco, qualcosa comincia a muoversi (nel verso giusto?)

Primi, piccoli passi verso quella normalità scippata a questa famiglia, finita nel tritacarne mediatico e nelle maglie di un calvario giudiziario che rischia di disgregare affetti e certezze. Eppure, sarà un vizio difficile da sradicare… Sarà che manca davvero poco all’appuntamento referendario, fatto sta che mai come in questi giorni sembra slatentizzarsi il vecchio tic che colpisce la sinistra ogni volta che le istituzioni decidono di mostrare il loro volto umano e non quello burocratico delle carte bollate. L’ultima crisi isterica collettiva è esplosa in queste ore proprio sulla vicenda di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli, i cui tre figli sono stati strappati all’affetto domestico e confinati in una casa famiglia da mesi.

Catherine e Nathan mercoledì in Senato da La Russa

L’imperdonabile colpa? Mercoledì i due genitori saranno ricevuti a Palazzo Madama dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. Mentre giusto domani dovrebbero arrivare al tribunale dei minori dell’Aquila gli ispettori inviati dal ministro Nordio. Una visita e un intervento che hanno scatenato un coro di recriminazioni e accuse da parte del Pd che, oggi a viva voce, ha gridato alla “strumentalizzazione” e alla “deriva populista”.

Famiglia nel bosco, le istituzioni intervengono, la sinistra ha una crisi isterica

«Ancora una volta La Russa interpreta il suo ruolo con faziosità e scarso rispetto per le istituzioni» ha tuonato il senatore Pd Walter Verini, intervistato da Radio Popolare. Aggiungendo poi: «Tutti abbiamo davvero profondo rispetto per la tragedia emotiva che stanno vivendo i bambini Travallion e la sua famiglia. Proprio per questo mai e poi mai avremmo pensato che qualcuno – l’altro ieri la presidente del Consiglio. Ieri il ministro Salvini. Oggi addirittura la seconda carica dello Stato, e domani Nordio con gli ispettori – avesse usato la vicenda per bassi scopi elettorali in vista del referendum».

Livore dem: da Verini a Zampa è un coro di accuse e polemiche

E a fare eco alle sue parole, esasperando ulteriormente i toni, è prontamente intervenuta la collega di Verini e senatrice dem Sandra Zampa. La quale, a sua volta, sul delicato punto ha sentenziato: «L’invito rivolto dal presidente La Russa a Nathan Trevallion e Catherine Birmingham lascia esterrefatti… Sono profondamente indignata e dispiaciuta nell’assistere alla deriva autoritaria e populista delle istituzioni italiane, e di vederle così mal rappresentate agli occhi degli italiani». Non mancando di sottolineare nell’incipit della sua requisitoria che «la destra ha veramente paura di perdere un referendum a tal punto da strumentalizzare una vicenda che coinvolge bambini».

Non solo la famiglia nel bosco, altro che speculazioni elettorali…

Una reazione scomposta, quelle dei due esponenti Pd, che asseriscono in base a non capiamo quale certezza, che l’interessamento della seconda carica dello Stato a una tragedia che coinvolge tre minori e che sta travolgendo una famiglia, non risponderebbe ad altro se non a un mero calcolo elettorale in vista del referendum. A loro, come a tutti i soloni  dem, vale la pena allora rispondere con le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Il quale, ai microfoni di Radio 24, ha con calma e chiarezza semplicemente spiegato: «La riforma punta a considerare in modo diverso rispetto a come è avvenuto fino ad ora, quell’insieme di sciatterie, negligenze, inadempienze che hanno portato poi a casi clamorosi. Come quello della cosiddetta famiglia nel bosco, in cui il Tribunale per i minorenni mostra una certa aggressività nei confronti della famiglia fino a separare i bambini dai genitori».

Mantovano: «Magistrati liberi ma basta sciatterie, negligenze e inadempienze»

E ancora. «O come nel caso del bambino di 9 anni, Giovanni, ucciso dalla madre a coltellate nonostante nei confronti della donna si fossero accumulate migliaia di pagine rimaste lì senza conseguenze, tra gli atti giudiziari, di aggressioni altrettanto pericolose della madre verso il bambino. È questa negligenza – conclude allora Mantovano –. E non il contenuto delle decisioni, che la riforma della giustizia punta a smontare». E non serve davvero aggiungere altro, se non calare un pietoso velo su ben altre strumentalizzazioni…

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di Ginevra Sorrentino - 16 Marzo 2026