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Esce dall’ospedale la prof accoltellata: “Un altro alunno mi ha salvato la vita”. Valditara vuole premiare lo studente coraggioso

Presto di nuovo in classe

Esce dall’ospedale la prof accoltellata: “Un altro alunno mi ha salvato la vita”. Valditara vuole premiare lo studente coraggioso

Cronaca - di Alessandra Parisi - 30 Marzo 2026 alle 17:43

L’accoltellamento, l’emorragia potentissima, i soccorsi, il trasporto in eliambulanza e la paura di non farcela. Chiara Mocchi, la professoressa di francese della scuola media di Trescore Balneario aggredita a pugnalata da un suo studente di 13 anni mercoledì scorso, affida al legale, Angelo Lino Murtas, una lettera-testimonianza della tragica avventura. Dimessa questa mattina dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la docente si dice pronta a tornare a scuola al più presto. E ringrazia l’alunno che è intervenuto mentre era a terra sanguinante e le ha salvato la vita.

Esce dall’ospedale la prof aggredita da uno studente tredicenne

A dare la notizia delle dimissioni è il suo avvocato. “Voleva assolutamente tornare a casa per la Settimana Santa. È stata dimessa qualche ora fa e ora è a casa dal fratello”, racconta all’Adnkronos. Per la guarigione della donna, colpita alla gola, trasportata in elisoccorso al Papa Giovanni XXIII e operata d’urgenza, dopo aver ricevuto una trasfusione in quota, “ci vuole ancora tempo. Il taglio nel collo è molto profondo e speriamo non rimangano lesioni permanenti”, dice il legale. Però “l’umore è sempre forte. Ha un bel carattere e vuole tornare il prima possibile a scuola, per accompagnare i ragazzi di terza all’esame. Sta cercando di recuperare fisicamente e anche da un punto di vista psicologico e cerchiamo di farla tornare a scuola”. La donna dice di non provare alcun sentimento di rancore, nessuna rabbia e nessun odio verso l’alunno l’ha accoltellata fuori dall’aula.

La lettera-testimonianza e il coraggio dell’alunno che l’ha salvata

Nella lettera la  professoressa ricorda di essere stata “colpita all’improvviso, ripetutamente al collo e al torace” con un pugnale. Poi sottolinea il coraggio immenso di un altro alunno che, richiamato dalle sue urla, è intervenuto e ha impedito il peggio. “È indubbiamente un eroe. Ha rischiato di prendersi delle coltellate anche lui, come mi ha riferito la mia assistita. Sono intenzionato a proporlo per una medaglia”, dice all’Ansa  l’avvocato Murtas. L’aggressore infatti è stato allontanato a calci da un altro studente della scuola. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che domenica ha fatto visita all’insegnante, appresa la notizia, avrebbe chiamato la preside dell’istituto per invitare lo studente e la sua classe al ministero per ringraziarlo e premiarlo per il suo coraggio.

Il fendente è arrivato a mezzo millimetro dall’aorta

Quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall’aorta. Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l’ombra diventava addio”, scrive la docente 57enne. Che definisce l’aggressore 13enne (che ha filmato e pubblicato su Telegram l’accoltellamento)  “confuso, trascinato e indottrinato dai social”. “Poi – continua la lettera nella quale la prof torna a ringraziare i soccorritori –  dal cielo, è arrivata l’eliambulanza del servizio “Blood on Board”. Mi hanno caricata in un istante”, scrive. “Nel momento del decollo, ho visto dall’alto le finestre della mia scuola. Prima vuote, poi improvvisamente riempirsi dei volti dei miei amati ragazzi. Mi salutavano agitando le mani con disperazione, le lacrime agli occhi. Era come se volessero trattenermi ancora un po’ con loro. Ricordo una voce di donna, ferma e urgente ‘Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo, ora o mai più’. Poi la luce nei miei occhi si è spenta e ho sentito di sprofondare nel buio più profondo. E proprio lì, in quel buio, ho percepito la vita tornare indietro. Come se stesse rientrando lentamente nel mio corpo, attraverso le vene”. Mocchi parla di “una voce maschile” che scandiva: ‘Ancora una sacca presto, ancora una!’. Era il sangue donato, quello che ricominciava a circolare nel mio cuore che riprendeva il suo ritmo”. Mocchi ha quindi voluto ringraziare i donatori dell’Avis e ha invitato chi la legge a trovare il coraggio di diventare donatore. “Affinché possa scorrere nelle vene di chi – come me – senza quelle gocce non ci sarebbe più”.

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di Alessandra Parisi - 30 Marzo 2026