La non notizia
Elezioni anticipate? Non sono in agenda. La maggioranza compatta delude i retroscenisti: andiamo avanti fino al 2027
Ne parlano nei talk show, ne riflettono i dotti analisti, ne discettano i retroscenisti ma il dossier non è sul tavolo. La notizia non esiste. E, se si esclude Giuseppe Conte, preso dalla sbornia della vittoria referendaria, neppure le opposizioni che sognano la spallata hanno l’ardire di chiedere le urne anticipate. Bisognerebbe essere dei masochisti incalliti a farlo non avendo al momento né squadra, né programma né candidato premier. Tanto meno lo scioglimento anticipato della legislatura è all’ordine del giorno della maggioranza, tutt’altro che sfilacciata. A deludere chi soffia sul fuoco della presunta “implosione”, chi vocifera di rimpasti, ribaltini e governi tecnici alle porte, la dichiarazione lapidaria di Matteo Salvini al termine del vertice della Lega a via Bellerio. “Piena fiducia in Giorgia Meloni e in tutta la squadra di governo“, ha detto il vicepremier, “la Lega è e sarà sempre leale e responsabile”.
Elezioni anticipate, la maggioranza esclude il ricorso alle urne
Con buona pace degli esegeti che leggono la vittoria del no come un avviso di sfratto all’esecutivo, il governo intende accelerare il passo per arrivare a scadenza naturale al giudizio degli elettori. “Escludo che ci sia un’interruzione anticipata dell’attuale governo Meloni”, taglia corto Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, intercettato nei pressi di via della Scrofa. Ancora più esplicito il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida da Bruxelles, a margine del Consiglio di Agrifish. “Non mi sembra che siano proprio in tantissimi a chiedere” di andare ad elezioni anticipate, “nemmeno tra le opposizioni”, dice con un filo di ironia. “Per quello che ci riguarda”, aggiunge, “l’intenzione è di andare più avanti. Alle elezioni politiche che sono il momento in cui si giudica l’azione di un governo. Dopodiché siamo sempre aperti a ragionare di tutto, qualora ce ne siano le condizioni e la necessità”. Nella fase attuale – chiarisce Lollobrigida – “riteniamo che si debba intanto continuare a lavorare per difendere gli interessi nazionali, cosa che faccio in maniera costante. Non mi pare che ci sia una forte richiesta di andare al voto nell’immediato”.
Tajani: pensiamo solo a migliorare la situazione economica ed evitare contraccolpi
Nessun voto anticipato all’orizzonte neppure per il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Nessuno pensa di andare a elezioni anticipate, pensiamo soltanto a migliorare la situazione economica e a fare tutto ciò che serve alla crescita dell’economia italiana”. Per il titolare della Farnesina, al contrario, “si stanno perdendo ore importanti nei dibattiti sul dopovoto. Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la crisi energetica possa interferire con le imprese, ridurre la pressione fiscale e continuare a aumentare il Pil ed evitare contraccolpi”.