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Dubai: è strage di cani e gatti. I ricchi proprietari li hanno soppressi o abbandonati prima della fuga “per praticità”

Le conseguenze della guerra

Dubai: è strage di cani e gatti. I ricchi proprietari li hanno soppressi o abbandonati prima della fuga “per praticità”

Cronaca - di Luisa Perri - 9 Marzo 2026 alle 17:14

Il sogno dorato degli Emirati Arabi Uniti si sta trasformando in una strage per migliaia di animali domestici. Mentre le tensioni in Medio Oriente raggiungono il punto di rottura e i missili provenienti dall’Iran continuano a minacciare la stabilità dei Paesi del Golfo, uno sterminio silenzioso e crudele si sta consumando tra le lussuose strade di Dubai: l’abbandono di massa di cani e gatti da parte di proprietari in fuga.

Rifugi al collasso: “Siamo sopraffatti dalle richieste”

Le testimonianze che arrivano dai volontari locali sono strazianti. K9 Friends Dubai, organizzazione storica impegnata nel ricollocamento dei cani negli Emirati, ha dichiarato di essere letteralmente “sopraffatta” dalle segnalazioni. Non si tratta più di casi isolati, ma di un fenomeno sistemico che sta portando le strutture d’accoglienza al punto di rottura.
Aditi Gouri, proprietaria del servizio di pensione per animali The Barking Lot, ha dipinto al Telegraph un quadro drammatico: “I volontari segnalano centinaia di animali abbandonati in più rispetto al solito. I rifugi sono ormai incapaci di prendersi cura di tutti”. Sui social media circolano foto scioccanti di cani legati ai pali della luce, lasciati sotto il sole cocente senza acqua né cibo, mentre i loro proprietari corrono verso l’aeroporto.

Cani e gatti ammazzati pur di non pagare il trasporto

C’è però un aspetto ancora più sconvolgente in questa vicenda. Alcuni veterinari di Dubai hanno confermato un aumento esponenziale di richieste per l’eutanasia di animali sani. Il motivo? Molti espatriati e residenti non vogliono affrontare gli elevati costi di ricollocamento o la complessa burocrazia necessaria per portare gli animali all’estero durante un’evacuazione d’emergenza.
“Alcuni proprietari vengono da noi chiedendo di sopprimere i propri animali perché è la via più semplice”, ha raccontato un volontario. Una scelta che ha scosso profondamente la comunità veterinaria, costretta a confrontarsi con una mancanza di etica brutale in un momento di crisi internazionale.

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