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Via libera della Camera alla fiducia sul dl Bollette

Misure concrete

Dl bollette, passa la fiducia alla Camera: 5 miliardi a sostegno di famiglie e imprese

Il provvedimento passa ora al Senato. Fra le misure, il contributo da 115 euro per i titolari di bonus sociale, tariffe più trasparenti e lo stop al telemarketing selvaggio

Politica - di Luciana Delli Colli - 31 Marzo 2026 alle 17:02

Via libera della Camera alla fiducia sul decreto bollette. Il provvedimento è passato con 203 sì, 117 no e 3 astensioni. Il provvedimento passerà al Senato per essere convertito entro il 21 aprile. Il provvedimento, varato dal governo già prima della crisi iraniana, vale circa 5 miliardi di euro e prevede una serie di interventi a sostegno di famiglie e imprese contro il caro energia. Fra i voti contrari anche quelli dei tre vannacciani, che si sono dunque uniti al voto della sinistra.

Cosa contiene il dl bollette

Il decreto introduce, tra le altre misure, il contributo da 115 euro sulla bolletta elettrica a favore dei titolari del bonus sociale (315 milioni la dotazione finanziaria) e un bonus volontario da parte delle aziende venditrici di elettricità per chi non rientra nel bonus sociale ma ha un Isee entro i 25mila euro. Vengono introdotte, inoltre, misure per rendere più chiari e trasparenti i costi dell’energia, tra le quali si segnala l’obbbligo per le aziende di comunicare periodicamente all’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, i dati sui margini di profitto.

Dal bonus di 115 euro allo stop al telemarketing selvaggio

Durante l’esame in commissione è stato introdotto per le famiglie titolari del bonus elettrico anche il diritto alla compensazione per la fornitura del teleriscaldamento e, grazie a un emendamento del relatore Riccardo Zucconi di FdI, lo stop al telemarketing selvaggio sia per quanto riguarda le telefonate sia per quanto riguarda i messaggi.

Il decreto, poi, affronta il tema del sostegno alle rinnovabili e quello della proroga dei tempi per la graduale dismissione delle centrali a carbone per la produzione di energia elettrica, inserita in corso d’esame in Commissione. Viene introdotto inoltre un rimborso di alcuni oneri sul gas naturale impiegato per la produzione di energia elettrica, tra cui il costo del cosiddetto Ets, l’Emissions Trading Scheme europeo, insieme a una serie di misure di carattere tecnico e fiscale per il contenimento degli oneri relativi a trasporto e distribuzione.

Zucconi: «Un decreto pensato per strutturare i prezzi energetici»

«Questo decreto non è pensato per tamponare una crisi, ma per strutturare i prezzi energetici», ha spiegato Zucconi, ricordando che il provvedimento «sposta 5 miliardi per diminuire costi energetici a favore di famiglie e imprese» e rispedendo al mittente le accuse dell’opposizione su una presunta inconsistenza della misura. «Con una guerra dai significativi impatti per l’economia mondiale, l’Italia vive una grave emergenza energetica che questi fatti acuiscono, in questi momenti la compattezza della classe politica dovrebbe essere un dovere morale», ha detto ancora il deputato durante le dichiarazioni di voto, sottolineando che «FdI si è sempre comportato così anche quando era all’opposizione».

Un provvedimento a tutela di famiglie e imprese

«Con questo decreto – ha aggiunto il relatore del testo – abbiamo trovato la strada per limitare i profitti, compatibilmente con le normative Ue, favorendo risparmi a famiglie e aziende a partire dalla espulsione degli Ets, dalla produzione delle rinnovabili e con l’aumento dell’Irap. Abbiamo aiutato le famiglie con il bonus dei 115 euro, aggiuntivo al bonus sociale. Abbiamo anche introdotto un emendamento per lo stop netto al telemarketing selvaggio. Proteggiamo i cittadini anche dalle speculazioni».

Col governo Meloni le rinnovabili al massimo storico

Infine, una notazione sugli allarmi della sinistra per un ipotetico ritorno al carbone: «È una mera misura di sicurezza, ed è inutile che le opposizioni facciano propaganda su questo. In Germania, la patria del green deal verde-socialista, l’utilizzo del carbone copre il 23%, nella Cina comunista è il 65%. Grazie al governo Meloni, le rinnovabili hanno avuto il massimo storico, il 41% della domanda nazionale è coperta dall’utilizzo delle rinnovabili».

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di Luciana Delli Colli - 31 Marzo 2026