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“Dal proletariato alla procura: il ‘Quarto Stato’ di Rampelli”: evento per il Sì con Nordio a Tor Bella Monaca (video)

La difesa dei più deboli

“Dal proletariato alla procura: il ‘Quarto Stato’ di Rampelli”: evento per il Sì con Nordio a Tor Bella Monaca (video)

"La sinistra ha sbagliato tutto. È l’Italia ad avere bisogno di questa riforma, non Fratelli d’Italia”. Iniziativa referendaria nella periferia romana domani 18 marzo al teatro Santa Rita

Politica - di Alberto Consoli - 17 Marzo 2026 alle 17:34

Una grafica d’impatto per il rush finale. “Dal Proletariato alla Procura: Il ‘Quarto Stato’ di Rampelli. Cosa unisce i braccianti di fine Ottocento al sì per la giustizia? Per Fabio Rampelli, la risposta è chiara: la difesa dei più deboli. Lo riferisce una nota annunciando per mercoledì 18 marzo, alle ore 17:00 al  il Teatro Santa Rita di Tor Bella Monaca, (in via Acquaroni 75)  l’evento dal titolo “Per una giustizia al servizio del popolo”. Un incontro pubblico volto a spiegare le ragioni del “Sì” alla riforma della giustizia, ponendo l’accento sulla tutela dei cittadini più fragili e delle periferie urbane. Al dibattito, interverranno il ministro  Carlo Nordio, Fabio Rampelli,  Vicepresidente della Camera dei Deputati, Marco Perissa, deputato, Coordinatore romano di Fratelli d’Italia; Nicola Franco, Presidente del Municipio VI delle Torri. L’incontro sarà coordinato dalla giornalista Gaia Tortora.

“Oggi è la Sora Lella a prendere il testimone dalla casalinga di Voghera”

“Se ieri era la casalinga di Voghera il termometro della politica comprensibile a tutti; oggi bisogna passare il messaggio alla Sora Lella di Torbella. Sempre nella convinzione – spiega Rampelli all’Ansa- che è nelle periferie dove si è forgiata la destra sociale che si vincono o si perdono questa e altre battaglie. Non nelle Ztl regno incontrastato della sinistra col Rolex”. Sotto l’egida di questa grafica d’impatto ci si confronterà in un dibattito accessibile alla gente comune. “Stordita da settimane di incomprensibili confronti tecnico-giuridici, con la migliore moderatrice del momento, Gaia Tortora”. Scrive Rampelli: “La vera ingiustizia colpisce chi abita dove lo Stato sembra aver abdicato ai clan. E i cittadini fragili diventano quelli che si ostinano a essere onesti. Il ‘Quarto Stato’ del 2026 – dice Rampelli- è il popolo che chiede sicurezza contro furti e rapine. Stanco di una riforma (la Cartabia) che ha reso procedibili solo a querela di parte reati che prima vedevano i magistrati intervenire d’ufficio”.

Rampelli: “Il Sì per la giustizia va a vantaggio dei più deboli”

Rampelli specifica: “Qualcuno potrebbe domandarsi: che c’entra con la riforma? Risposta: i magistrati nominati al vertice delle procure non risponderanno più alle correnti ideologizzate del Csm. E allora potranno nuovamente e soltanto servire il popolo e soccorrerlo dall’assedio. Una lettura forse forzata, ma originale. Che corre parallela a un dibattito tra giuristi che rischia di tenere a casa l’elettorato di centrodestra. Dall’altra parte il messaggio è decisamente più facile: buttare giù la Meloni”.

“L’opposizione ha sbagliato tutto”

In giornata Fabio Rampelli era intervenuto a L’Aria che Tira su la7 in tema giustizia.

“Un conto essere un potere e un ordine, altro conto è essere un contropotere”: un passaggio del suo intervento da Parenzo. “L’opposizione ha sbagliato tutto- ha aggiunto Rampelli -. Questa riforma è stata fatta ragionando su tutti i precedenti sui quali la sinistra aveva già lavorato. Quando siamo stati noi all’opposizione non abbiamo avuto atteggiamenti pregiudiziali. Tanto che con la bicamerale di D’Alema – ricorda il vicepresidente della Camera- ci fu una collaborazione da parte di Alleanza nazionale. Anche oggi, sulla riforma istituzionale siamo stati apertissimi: passando dall’elezione diretta del Capo dello Stato, posizione storica del centrodestra presente anche sul programma elettorale del 2022, al premierato: con l’elezione del cosiddetto “sindaco d’Italia”, definizione data dalla sinistra. Questo perché avevamo raccolto la disponibilità dell’opposizione a ragionare su questa possibilità”.

“È l’Italia ad avere bisogno di questa riforma, non Fratelli d’Italia”

Purtroppo c’è stata la giravolta della sinistra: “Sulla riforma del sistema giudiziario se poi le opposizioni ci ripensano e politicizzano lo scontro- ha concluso Rampelli – significa che vogliono impedire la modernizzazione dello Stato e il suo adeguamento a tutte le democrazie occidentali che già hanno la separazione delle carriere dei magistrati nei propri ordinamenti e quindi il giudice terzo e imparziale. È l’Italia ad avere bisogno di questa riforma, non Fratelli d’Italia”.

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di Alberto Consoli - 17 Marzo 2026