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Crosetto: “Non bastano i volenterosi contro il ricatto iraniano su Hormuz”. E la ministra francese gli dà ragione

"Va coinvolto l'Onu"

Crosetto: “Non bastano i volenterosi contro il ricatto iraniano su Hormuz”. E la ministra francese gli dà ragione

Politica - di Luigi Albano - 18 Marzo 2026 alle 09:40

“Non si può cedere al ricatto iraniano su Hormuz. Ma i volenterosi non bastano: l’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al direttore del Foglio, Claudio Cerasa: ”Il nostro Paese non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz, perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l’Indo-Pacifico e, per l’effetto domino sui prezzi dell’energia, di tutto il mondo”.

Crosetto: “La risposta deve essere larga, credibile, condivisa”

“Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano – premette l’esponente di FdI – La risposta non può però essere solitaria e episodica o parziale – continua – deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di paesi del mondo. Questa cosa non può essere fatta all’interno di un’ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto”.

Parigi fa da sponda al governo italiano: Italia e Francia devono agire insieme

Sullo stesso tema il Corriere della Sera ha intervistato la ministra della Difesa francese Catherine Vautrin. “La stabilità di questa area – ha detto la responsabile della Difesa francese – è nell’interesse di tutti — europei, Stati della regione e anche dell’Asia — e proprio per questo, dobbiamo coordinarci. Il 20 per cento del traffico mondiale di gas e petrolio transita dallo Stretto di Hormuz. Tutti i Paesi del mondo sono indirettamente coinvolti, poiché tutti subiscono l’aumento dei prezzi. Il presidente della Repubblica francese ha lanciato un’iniziativa diplomatica in vista di una coalizione che, al momento opportuno, potrebbe gradualmente ripristinare la libertà di navigazione nella regione con tutti i partner che lo desiderassero. Siamo ancora all’inizio del processo. Quando ci saranno le condizioni, dovremo prepararci, collettivamente, a garantire il ripristino della libertà di navigazione, alla quale restiamo molto legati”.

“Né la Francia né l’Europa sono in guerra”

Vautrin ha ribadito che “né la Francia né l’Europa prendono parte a questa guerra, che non abbiamo scelto. Tutte le nostre operazioni dall’inizio di questa guerra sono strettamente difensive. I canali diplomatici sono aperti per elaborare una via d’uscita dalla crisi che consenta una de-escalation e la cessazione delle ostilità. Le armi devono tacere e la diplomazia deve riprendere il sopravvento: una superiorità militare, per quanto indiscutibile, non porta mai a un esito duraturo senza una soluzione politica. Siamo molto impegnati su questo tema insieme al vostro ministro Guido Crosetto, con il quale abbiamo instaurato un ottimo rapporto di lavoro”.

“Lavoro ogni giorno con Crosetto, serve un pilastro europeo nella Nato”

“Di fronte alle crisi – dice ancora la Vautrin – Francia e Italia sanno di essere più forti insieme. Le nostre relazioni nella difesa sono eccellenti e costituiscono uno dei pilastri del Trattato del Quirinale. I nostri Paesi desiderano dare sostanza a un pilastro europeo rilevante all’interno della Nato. Dovremo contare su un’industria della difesa forte e autonoma, sia in termini di tecnologie sia di capacità produttive. Penso alle sinergie che si sono già concretizzate con successo: nel settore missilistico, in quello della difesa antiaerea con il Samp-T, che ha dimostrato la sua efficacia in combattimento in Ucraina, e nel settore satellitare con la Space Alliance tra Thales Alenia Space e Telespazio. Le nostre cooperazioni operative, in particolare nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso, incarnano la capacità degli europei di difendere i propri interessi. L’Italia condivide poi con la Francia un impegno deciso a favore della stabilità del Libano. L’azione italo-francese deve contribuire alla dinamica di un’Europa più forte e più risoluta. Lavoro ogni giorno su questo con il ministro Crosetto”.

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di Luigi Albano - 18 Marzo 2026