L'analisi del Ministro
Crosetto: “Clima da ultras. Sconfitto lo spirito dei padri costituenti”
Il responsabile della Difesa e fondatore di FdI affida ai social il suo commento post referendum e sottolinea quanto i toni della campagna di questi mesi siano distanti dai principi su cui si fonda la costituzione
Guido Crosetto, Ministro della Difesa e fondatore insieme a Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, affida ai social il suo pensiero e le sue riflessioni sul voto al referendum. Sulla sua pagina personale e ufficiale di “X” scrive un lungo commento per provare a fare il punto sul quel che è stata questa esperienza elettorale, quel che accade oggi e quello che succederà domani.
«Ieri ha vinto la Costituzione, che attribuisce al Popolo le scelte più importanti. Ieri ha vinto la Democrazia, perché i votanti sono stati molti di più di quanti se ne aspettassero e la loro decisione è stata forte. Ma ieri, e nei mesi scorsi, a mio modesto avviso è stato totalmente sconfitto lo spirito dei padri costituenti. Quello spirito che rifondò l’Italia e la rese una grandissima democrazia era uno spirito di riunificazione, che voleva far terminare i conflitti, sanare le ferite aperte dal fascismo e dalla guerra» ricorda Guido Crosetto.
Per Crosetto clima di scontro e odio
Il responsabile della Difesa del Governo di centrodestra sottolinea che già allora «Si confrontarono, rispettandosi, persone che si erano combattute, che sarebbero stati avversari per tutta la vita. Ma avevano visto i drammi che l’odio e la contrapposizione ideologica possono generare e, facendo tesoro di quell’esperienza, seppero confrontarsi rispettandosi, ascoltandosi. Così è nata la Costituzione, senza guerre, senza odio, senza violenza verbale. Esattamente il clima contrario rispetto a quello che abbiamo vissuto e che forse ci accingeremo a vivere».
Così non evolvono società e democrazie
Poi incalza, tra realismo e delusione: «L’ho detto più volte nelle scorse settimane: il clima da ultras non è l’humus nel quale possono evolvere le società e le democrazie. Il male genera solo altro male, la violenza verbale genera violenza prima verbale che poi rischia di diventare fisica, l’ingiustizia genera rabbia, la mancanza di imparzialità o oggettività genera radicalismo e polarizzazione. Se tutti urlano nessuno riesce ad ascoltare chi prova a ragionare».
Poi Crosetto passa alla sua esperienza personale: «A me è toccata in sorte la sventura di occuparmi ogni giorno, come Ministro della Difesa, di ciò che la follia umana può costruire, alimentare, diffondere. Ogni giorno vedo come l’odio costruisce solo odio e la violenza genera altra violenza. Partendo dalle parole».
E’ il tempo delle riflessioni: la magistratura deve essere terza
L’esponente del centrodestra prova a riportare l’attenzione di tutti sul merito di quanto gli italiani hanno determinato con il loro voto al referendum sulla giustizia: «Il risultato di questo Referendum obbliga ognuno, chi ha vinto e chi ha perso, a delle riflessioni serie. Perché chi serve le Istituzioni ha il dovere di capire, interrogarsi e agire. Noi lo faremo, io lo farò, perché è giusto farlo e non ci siamo mai sottratti al nostro dovere. Voglio però ribadire un concetto che è un pilastro di qualunque democrazia ed è insindacabile: la Magistratura deve essere terza, sopra tutte le parti. Esserlo ed essere percepita come tale». Il responsabile della Difesa italiana rimarca che «L’ordine giudiziario non può e non deve essere a fianco di una parte politica o contro una parte politica né diventare attore del confronto politico perché altrimenti viene meno la sua altissima funzione di equilibrio ed i poteri delegati ai magistrati possono diventare uno strumento di altro che non ha a che fare con la Giustizia».
Magistratura, Forze armate e di Polizia: poteri su cui si basa la forza di uno Stato
Un tema che lo stesso Crosetto estende ad altri ambiti: «È un concetto che ho usato spesso in questi anni, anche scontentano alcuni della mia parte, quando ho ribadito la necessità dei rappresentanti delle Forze Armate di dover essere e di dover essere percepite come terze. Vale per la Magistratura ciò che vale per le Forze Armate e le Forze di Polizia: i loro poteri sono quelli su cui si basa la forza di uno Stato e la difesa della democrazia e quindi devono essere apolitici, apartitici e terzi perché altrimenti mettono a rischio ciò che sono nati per difendere. E la loro terzietà, la loro libertà deve essere sempre, come dice la Costituzione, preservata attraverso l’indipendenza».
Poi la conclusione, come al solito diretta e senza possibilità di fraintendimenti: «In questo equilibrio di poteri, indipendenza, responsabilità e terzietà si gioca un equilibrio più grande quello tra tutti i poteri della Stato, che è il fondamento di una democrazia sana, libera e salda. Questi sono convinzioni e concetti che non scrivo oggi ma che troverete in ogni mia parola pubblica e privata negli ultimi 40 anni. Perché ci credo».