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Crisi di nervi di Travaglio alla vigilia del voto. Insulti (con la bava alla bocca) alla Meloni: “Bugiarda, mente ogni volta che respira”

L'editoriale al veleno

Crisi di nervi di Travaglio alla vigilia del voto. Insulti (con la bava alla bocca) alla Meloni: “Bugiarda, mente ogni volta che respira”

Politica - di Leo Malaspina - 21 Marzo 2026 alle 19:11

L’incipit è fulminante: “Giorgia Meloni è una bugiarda”. Ma con Marco Travaglio si sa, non c’è limite quando decide di passare alle parole forti. Ed ecco che precisa: Non che sia una novità, ma l’altra sera, approfittando del non avere l’ultima parola prima del silenzio elettorale da Mentana, ha esagerato. Oltre alle varie balle sulla riforma della giustizia, tirato dentro anche me e Il Fatto Quotidiano nella sua indecente campagna elettorale”, ha scritto oggi, in home page, nell’editoriale che a quanto pare aveva urgenza di pubblicare, si stava facendo l’insulto sotto dopo aver assistito all’intervista alla premier fatta da Enrico Mentana nell’ultima giornata del referendum.

Travaglio definisce esplicitamente Meloni “una bugiarda”, la accusa di mentire “ogni volta che respira” e di non capire più la differenza tra verità e menzogna, esprimendosi in modo reiteratamente denigratorio e personalizzato. L’uso di espressioni come “indecenza”, “finto sorteggio truffa”, “voltagabbana” e “gente così” rasenta l’insulto politico e contribuisce a un clima di estrema polarizzazione, soprattutto in un momento elettorale.

La bile di Travaglio contro la Meloni

L’autore contesta che Meloni abbia sostenuto che lui e il Fatto Quotidiano in passato avessero sostenuto la riforma che oggi criticano, spiegando che la riforma è stata varata l’anno prima e che su argomenti come la separazione delle carriere e il sorteggio del Csm la sua posizione è stata costantemente contraria. Sottolinea che il giornale è sempre stato contrario alla separazione delle carriere, favorevole al sorteggio vero dei magistrati, ma critico verso la versione “truffa” proposta dal governo, che lascerebbe il potere di selezione dei laici in mano ai partiti della maggioranza.

I toni sono isterici e denotano una profonda insicurezza del fronte del No sull’esito del referendum. “Giorgia Meloni si rassegni. Noi non siamo bugiardi come lei, non sono tutti bugiardi come lei e rarissime volte in cui le è capitato di avere ragione, gliel’abbiamo data perché non siamo nemmeno in malafede e quindi non giudichiamo le persone. I politici dalle appartenenze, li giudichiamo dai fatti. Però non si deve permettere di dire che abbiamo cambiato idea sulla sua riforma, chiamiamola così, solo perché l’ha proposta lei tanto Perché è falso e poi perché noi non ci comportiamo così. I suoi e lei si comportano così…”. Mamma che furore, il Travaglio, che poi reagisce anche alle affermazioni di Meloni sullo scandalo del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, societariamente legato alla figlia del prestanome del clan camorristico Senese, respingendo l’idea che il notizia sia stata tirata fuori “a comando”. Nessuna manina, dice Travaglio, ma su una certa cafoneria sì, non c’è dubbio.

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di Leo Malaspina - 21 Marzo 2026