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Coccia: “Sulla famiglia la sinistra sbaglia e dimentica le sue radici”

Politica e pregiudizio

Coccia: “Sulla famiglia la sinistra sbaglia e dimentica le sue radici”

Richiamo dello scrittore progressista, che nel suo nuovo libro spiega che questa istituzione "è un motore sociale su cui investire" perché il tema è anche economico

Cultura - di Redazione - 9 Marzo 2026 alle 11:10

«Non importa la durata, quanto l’intensità. Che duri due anni o cinquanta bisogna fare in modo che la famiglia ridiventi istituzione. Solo così l’amore può ristrutturare la società e l’economia. Altrimenti si cade nel tranello di buttare tutto con la famiglia tradizionale, mentre abbiamo bisogno di un nucleo rinnovato che funzioni. Rifiutare come si fa a sinistra l’idea di famiglia perché considerata conservatrice fragilizza le relazioni. È invece un progetto su cui investire come motore sociale» è quanto afferma Emanuele Coccia, professore associato di Teoria dell’arte all’École des hautes études en sciences sociales a Parigi, in una intervista a La Stampa, con la quale promuove il suo libro “Il continente ignoto”. Nel volume invita a «ripensare un’economia basata su una famiglia emancipata dalla genealogia». «Penso a una famiglia che diventi impresa con uno scopo non solo di profitto, ma anche di affetto e rispetto, come del resto tutta l’economia avrebbe bisogno. Immagino nuclei di persone che lavorino insieme rendendosi indispensabili. Nel mio caso una fabbrica delle idee, un laboratorio culturale».

Sinistra dimentica le sue radici

Al giornalista che gli chiede se il suo saggio “non rischia di apparire conservatore, quasi come fosse una “diminutio” Coccia risponde: «Al contrario, credo sia il vero progressismo solo che la sinistra dimentica le sue radici.  Temi come la redistribuzione di un’economia dominata dalla finanza, il riequilibrio ecologico, la salute globale e la necessità di una cultura planetaria possono essere affrontati solo in un’ottica sovranazionale. La stessa che può portare l’amore».

Tenere insieme economia e amore

E ancora: «Amore ed economia vanno tenuti insieme, a meno di far finta di non sapere che le unioni determinino ancora i flussi della ricchezza» perché «penso serva un amore meno romantico e più progettuale per rinnovare l’economia. Il capitalismo è stato superato da quando la produzione di valore è stata slegata dal lavoro. La ricchezza si basa ormai su transazioni fuori dai confini con problemi di tassazione e redistribuzione. Il grande tema dei prossimi decenni portato dall’Ai sarà che tante persone non lavoreranno: cosa faranno e come guadagneranno?» conclude Coccia.

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di Redazione - 9 Marzo 2026