Le dichiarazioni del portavoce
Ci mancavano gli Houthi: gli islamisti dello Yemen pronti a sostenere l’Iran. Chi sono gli alleati degli ayatollah
Gli Houthi, islamisti che tengono sotto scacco lo Yemen, sono pronti a scendere in campo per sostenere l’Iran contro gli Usa e Israele. Hanno espresso il “desiderio” di combattere per rivendicare il proprio ruolo nella crisi mediorientale, come accaduto tempo fa nella guerra tra lo Stato ebraico e Hamas. Attualmente, secondo la loro visione, il conflitto in corso ha coinvolto l’intero “Asse della resistenza” nella regione.
Nasr al-Din Amer, vice capo dell’autorità per i media degli Houthi, ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos per spiegare la decisione del movimento fondamentalista: «La nostra posizione è chiara: fondamentalmente ciò che sta accadendo è un’aggressione americano-sionista contro la nostra intera Nazione, volta a imporre il cosiddetto progetto del ‘Grande Israele’. Si tratta di un progetto talmudico falso e oppressivo, concepito per controllare l’intera regione, saccheggiarne le risorse e ridurne in schiavitù la popolazione. L’aggressione contro la Repubblica Islamica fa parte di questo progetto». In realtà, americani e israeliani inseguono obiettivi diversi, come ha spiegato la direttrice della National intelligence statunitense Tulsi Gabbard qualche giorno fa. Ma i fondamentalisti musulmani evidentemente li vedono come una cosa sola, anche per una questione ideologica.
Gli Houthi dello Yemen sono pronti a entrare in guerra al fianco dell’Iran: cosa dice il portavoce
Secondo il portavoce degli Houthi, «l’Iran si sta difendendo in una battaglia che è la battaglia di tutti i Paesi e popoli della nostra regione, così come Hezbollah, Hamas e tutti i popoli liberi della nostra nazione». Una dichiarazione propagandista che però non ha nulla a che vedere con la realtà dei fatti: Hezbollah e Hamas sono le proxy dell’Iran e soprattutto non hanno una vera e propria giurisdizione nei rispettivi territori. Gli islamisti libanesi non sono effettivamente una forza politica riconosciuta, ma un nucleo paramilitare, mentre i jihadisti palestinesi sono il principale nemico del vero presidente in esilio, Mahmoud Abbas.
Nonostante ciò, nel corso dell’intervista, Amer ha tenuto a ribadire che «non siamo neutrali in questa battaglia. Al contrario, siamo pienamente al fianco della Repubblica Islamica, di Hezbollah, della resistenza irachena e di tutti i popoli liberi della nazione. Questa è la nostra battaglia come nazione araba e islamica». Ha dimenticato che Paesi come gli Emirati, il Libano e tanti altri non hanno lo stesso obiettivo e sono decisamente più vicini all’Occidente.
I fondamentalisti dello Yemen si preparando alla jihad al fianco degli iraniani
Attualmente il movimento degli Houthi, conosciuto anche con il nome religioso sciita di “Ansar Allah”, resta in uno stato di allerta. A precisarlo è stato proprio lo stesso Nasr Al-Din Amer: «Per quanto riguarda le opzioni militari, stiamo monitorando attentamente la situazione sul campo e gli sviluppi. Siamo pronti a intervenire e il nostro popolo, il nostro esercito e tutti i settori della nostra società sono al massimo livello di prontezza e preparazione, anzi, desiderosi di affrontare questi nemici criminali». È piuttosto chiaro che gli Stati in cui devastati da una guerra civile interna siano devastati dalle frammentazioni popolari, ma il portavoce fondamentalista tiene a precisare che nel Paese «serpeggia un malcontento popolare e si levano le voci delle persone, chiedendo un intervento rapido. Tuttavia, saranno le valutazioni e gli sviluppi a determinare in ultima analisi il nostro corso d’azione».
Chi sono gli Houthi?
Gli Houthi, o militanti di “Ansar Allah”, hanno avuto origine a Saada, a nord dello Yemen, nel 2011. Erano già attivi sul territorio nel 1994 e dieci anni dopo sono riusciti ad integrare una forte componente di guerriglieri. Si oppongono al governo legittimo e riconosciuto che dialoga con l’Arabia Saudita e sono sostenuti dagli ayatollah iraniani. La loro guida è Abdul Malil al-Houthi e gli slogan raccapriccianti di cui si fanno portatori non lasciano tanto spazio all’immaginazione: «Dio è sommo, morte all’America, morte a Israele, maledizione sugli ebrei, vittoria per l’Islam».