Censura fallita
Ceccarelli: “Con la riforma perdono il potere di vita o di morte sui magistrati e questo è il problema” (video)
Finisce con un nulla di fatto il tentativo di zittire la giudice della Corte d'Appello di Napoli, nel corso di un incontro sul referendum. L'ex CSM di sinistra Ardituro la interrompe, il moderatore le toglie il microfono, ma lei non molla: con il sorteggio basta interessi dei gruppi
«Se io vado a sedermi in Csm essendo stato votato dalla mia corrente, secondo voi quanto tratto le pratiche di carriera o quando esercito la funzione disciplinare, a chi privilegio? A tutti magistrati italiani o a quelli che mi hanno votato?».
Alla giudice Natalia Ceccarelli della Corte d’appello di Napoli è bastato fare questa domanda semplice nel corso di un incontro sul referendum a Casal di Principe per essere letteralmente zittita dal Pm Antonio Ardituro, procuratore alla Direzione nazionale antimafia e in passato proprio membro del Csm per la corrente di sinistra Area.
Ardituro e il ‘richiamo’ alla onestà
Per non far parlare la collega e provare a dare una sorta di indicazione sull’atteggiamento da tenere nel dibattito, Ardituro, accompagnato da un applauso in sala si è appellato addirittura all’onestà dei suoi colleghi e di se stesso. Così alzando il tono della voce per sovrastare quello della magistrata ha detto «Sono stato al Csm e non ho fatto queste cose. Dipende se sei perbene e onesto». Ma la determinazione della Ceccarelli non è stata certo scalfita dall’affermazione del pm «L’essere perbene non c’entra nulla» ha prontamente risposto prima che il moderatore le togliesse direttamente il microfono che aveva davanti.
Ceccarelli senza microfono ma con voce forte e coraggio
E mentre Ardituro continuava a inveire nel tentativo di interrompere a tutti i costi l’intervento, la giudice ha ripreso l’altoparlante ponendo un’altra domanda alla platea «Indovinate perché non mi fa parlare? Perché questo è il problema. E’ questo il problema! Perdono il potere di vita o di morte sui magistrati» ha detto prima che il microfono le venisse tolto ancora, per la seconda volta. Ma la voglia di arrivare a concludere il discorso ha comunque prevalso nella Ceccarelli, che ormai seduta in obliquo per provare a seguire il microfono e far sentire la voce mentre Ardituro continuava la sua ‘arringa’ ha detto: «Chiedo di aggiungere qualche riflessione sull’Alta Corte, perché il dottor Ardituro che non si è rizelato per la separazione delle carriere che lo dovrebbe toccare di più, ha cercato di coprirmi sul sorteggio». E lì di nuovo la pronta reazione di Ardituro per provare ad interrompere addirittura con un «fai il magistrato».
Ceccarelli: tutti abbiamo diritto di andare al Csm, vinto lo stesso concorso
Questo non ha fermato la giudice che ha ripreso la parola «l’unico organo rappresentativo della magistratura si chiama Associazione nazionale magistrati. Il CSM è un organo di garanzia, presieduto dal Capo dello Stato, nel quale gli interessi di un gruppo dovrebbero essere banditi. E saranno banditi grazie al sorteggio dei consiglieri superiori, che consentirà l’accesso al Consiglio Superiore della Magistratura, di tutti i magistrati che teoricamente vi hanno diritto. E ce l’hanno tutti quanti perché siamo tutti uguali: l’articolo 107 della Costituzione non fa differenza tra me e il dottore Ardituro, benché lui abbia una sfilza di titoli e a me non mi vede proprio. Ma siamo uguali. Noi per Costituzione siamo uguali, abbiamo tutti il diritto di andare al CSM perché abbiamo vinto lo stesso concorso. E il giudice sorteggiato che va a fare il consigliere non avrà più da assolvere un mandato elettorale, non avrà più debiti di riconoscenza: potrà e dovrà esercitare le funzioni consiliari applicando la legge». Come si direbbe in gergo sportivo: gioco, partita, incontro.
Comitato Sì riforma: la verità fa male ma nessuno ci può impedire di raccontarla
Sui profili social del Comitato Sì Riforma è stato pubblicato il video (condiviso qui di seguito ndr) con un commento che riassume così l’episodio: «Dibattito sul referendum a Casal di Principe. La giudice Natalia Ceccarelli, della Corte d’appello di Napoli, spiega magistralmente perché la riforma serve a liberare la magistratura dalle correnti e viene subito aggredita verbalmente da Antonio Ardituro, procuratore alla Direzione nazionale antimafia e in passato proprio membro del Csm per la corrente di sinistra Area. La verità fa male, ma nessuno può intimorirci e impedirci di raccontarla. Seguite l’esempio di questa giudice coraggiosa e condividete il suo intervento!
Mancano 13 giorni al voto: informiamo quante più persone possibili! Il 22 e 23 marzo si vota sulla riforma della giustizia. Questa volta il giudice sei tu. VOTA SI!» si legge a commento.