Il ministro della Difesa
Bloccato dalla guerra, Crosetto rientra (a sue spese) da Dubai e asfalta la sinistra: “Vergogna”
Ironie e veleni non sono mancati, neanche la guerra convince l’opposizione ad assumere un profilo istituzionale, anzi: si sciacalla allegramente finanche sulla disavventura del ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai con la famiglia dall’attacco Usa all’Iran. M5S e Pd arrivano fino al punto di chiedere le dimissioni del ministro, che però replica da par suo: “Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni e ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri”, scrive su X Crosetto, e annuncia che rientrerà con un volo militare “dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta)rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato”.
Crosetto rientra da Dubai a sue spese e senza famiglia
“Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità”, scrive Crosetto, che asfalta la sinistra: “Non penso si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto”, afferma Crosetto su X. “Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi”, conclude il ministro.