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Beatrice Venezi, ratificata la nomina alla Fenice dopo le tante polemiche strumentali di maestranze e orchestrali (dem)

Sussurri e grida, poi...

Beatrice Venezi alla Fenice, è ufficiale: schiaffo ai sindacati e alla sinistra che voleva fermarla, vince il merito: nomina ratificata

Politica - di Giulia Melodia - 10 Marzo 2026 alle 18:59

Eccoci qua: alla fine il merito ha prevalso sui pregiudizi e polemiche pretestuose. Nonostante il bailamme sollevato dal “carrozzone” sindacale e quella parte di maestranze che ha tentato di trasformare un podio in una barricata politica, Beatrice Venezi è ufficialmente il nuovo direttore musicale del Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio d’Indirizzo, presieduto dal sindaco Luigi Brugnaro, ha ratificato la nomina con un voto che suona come una sonora smentita a chi, per lunghi e rumorosi mesi, ha cercato di delegittimare e attaccare con veemenza il talento della direttrice d’orchestra lucchese con volantinaggi, scioperi e una stucchevole retorica “anti-politica”.

Fenice: il CdI approva la nomina di Beatrice Venezi

Il tutto, peraltro, ratificato da un emblematico intervento del sovrintendente Nicola Colabianchi, che con un atto di trasparenza istituzionale non dovuto ma politicamente eloquente, ha presentato una relazione minuziosa per smontare le illazioni di certa sinistra militante e dei sindacati che, agitando il logoro e strumentale vessillo di presunte carenze di curriculum, hanno dimostrato di mal sopportare l’affermazione di una figura che non risponde ai soliti canoni dell’egemonia culturale progressista. Ma procediamo con ordine.

Il Maestro sarà in carica da ottobre. Le polemiche dall’inizio

E ripartiamo dall’epilogo: da oggi, quando è scattato il via libera alla nomina di Beatrice Venezi alla guida dell’Orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Il Consiglio d’Indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica, che si è riunito oggi con il presidente, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha espresso «approvazione per la nomina del Maestro Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro e per l’accurata relazione del sovrintendente Nicola Colabianchi». L’impegno di Beatrice Venezi, con un contratto di quattro anni, «avrà inizio dal prossimo mese di ottobre», come precisa il comunicato del CdI.

Beatrice Venezi a La Fenice: le implicazioni politiche delle polemiche sindacali

Va ricordato, nel contempo, che dal 22 settembre scorso, giorno in cui è avvenuta la designazione di Venezi da parte del sovrintendente Colabianchi, le maestranze dl Teatro, con gli orchestrali in testa, hanno indetto lo stato di agitazione con proteste, volantinaggi, assemblee, cortei e scioperi. E slogan acrimoniosi e proteste demagogiche che non sono passate inosservate, nonostante le errate corrige sottolineate a più riprese da parte dei lavoratori della Fenice che, come hanno ripetuto più volte le organizzazioni sindacali e la Rsu, non avrebbero inteso contestare la persona della 35enne direttrice d’orchestra, ma il suo curriculum. Giudicato non all’altezza del prestigio del Teatro veneziano. Respingendo nelle more, come da copione giustificazionista, le implicazioni politiche che tale nomina comporterebbe…

Il Consiglio ha espresso apprezzamento per «l’accurata relazione del sovrintendente Nicola Colabianchi»

Dunque oggi, a fronte di tanto e tale pregresso noto ai più, e dal nostro quotidiano seguito passo passo, a nomina ufficializzata Colabianchi ha rivendicato la libertà della scelta artistica contro le consuetudini del passato: «Chi riceve la responsabilità di guidare i teatri d’opera e le grandi istituzioni musicali ha il dovere di giudicare e scegliere sulla base di competenza. Responsabilità. E visione. Non sulla base di consuetudini, o sotto stretta osservanza di modelli di potere ereditati».

Un investimento sul futuro (e sul talento italiano)

Oltretutto, la nomina, che avrà durata quadriennale a partire dal prossimo ottobre, non è solo un atto di giustizia artistica, ma una sfida lanciata all’immobilismo del settore. Venezi, già direttore ospite al Colón di Buenos Aires e consulente del Ministero della cultura nel biennio 2022-2024, rappresenta una generazione che non chiede permessi: «La scelta assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età», ha spiegato Colabianchi, aggiungendo che l’affidamento di tale incarico a un’esponente della nuova generazione è un «atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento».

Il sovrintendente ha poi “inchiodato” i critici descrivendo le doti tecniche della Venezi: «Beatrice Venezi possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all’analisi strutturale del testo musicale, alla chiarezza dell’articolazione formale e al controllo dell’equilibrio timbrico orchestrale».

Beatrice Venzi alla Fenice oltre i tabù: il merito non ha genere e colore partitico

Infine, in un mondo culturale dove spesso si parla di “quote” a sproposito, la Fenice sceglie la competenza. Colabianchi ha voluto essere chiaro anche su questo punto, chiudendo definitivamente la bocca a chi accusava il governo di voler imporre una propria “favorita”. «Non posso poi ignorare – pur senza farne un argomento retorico – il valore simbolico di una scelta che contribuisce alla normalizzazione della presenza femminile nei ruoli apicali della musica. Non una nomina “in quanto donna”. Ma una nomina che prescinde dal genere proprio perché fondata su competenza. Progetto. E responsabilità».

Con questa ratifica, dunque, La Fenice torna a essere quel luogo di innovazione che fu per i grandi compositori del passato. Voltando le spalle alle piccole beghe di bottega sindacale e sinistrorsa. La battaglia per la cultura libera e italiana segna un punto decisivo. Buon lavoro, Maestro.

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di Giulia Melodia - 10 Marzo 2026