Domeniche e neoassunti
Barricate contro Cairo a La7, scioperano i giornalisti: “L’editore non riconosce la corretta applicazione dei contratti”
Duro comunicato del Comitato di redazione: "Atteggiamento sconcertante dell'azienda che, nell’ultimo incontro ha ribadito di non voler rispettare il pronunciamento definitivo della Corte di Cassazione". "I colleghi con contratti depotenziati saranno tutelati in sede legale"
Tutti contro Urbano Cairo, La7 è una polveriera con i giornalisti pronti allo sciopero. Anzi, lo sciopero è stato già proclamato anche se le giornate verranno comunicate quanto prima. La protesta – si legge nel comunicato del comitato di redazione- è rivolta contro «l’atteggiamento sconcertante dell’azienda che, nell’ultimo incontro con il Cdr, ha ribadito di non voler rispettare il pronunciamento definitivo della Corte di Cassazione sulla corretta retribuzione delle domeniche e si ostina a non voler riconoscere ai colleghi assunti negli ultimi anni la corretta applicazione del Cnlg e degli accordi integrativi aziendali».
Caos e sciopero a La7. Il Cdr: “Azienda sconcertante”
I colleghi di La7 vanno dritti al punto: «Tali diritti e i colleghi con contratti depotenziati saranno tutelati in sede legale», rimarcano i giornalisti. E anticipano che «le date delle giornate di sciopero verranno comunicate nei prossimi giorni». Ancora, spiegano i giornalisti: l’azienda «si ostina a non voler riconoscere ai colleghi assunti negli ultimi anni la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale e degli accordi integrativi aziendali». Alla luce di tutto ciò, il Comitato di redazione conclude il comunicato avvertendo che: «tali diritti e i colleghi con contratti depotenziati saranno tutelati in sede legale». Insomma, quello che si prospetta è un contenzioso che andrà oltre le giornate di sciopero annunciate.
La 7, si preannunciano barricate contro Cairo
I giornalisti non sembrano voler retrocedere dal rispetto del pronunciamento della magistratura, mentre Urbano Cairo, l’editore, sembra non ne voglia sapere e avrebbe confermato la volontà di non adeguarsi all’orientamento espresso sulle domeniche lavorate; così come di non applicare correttamente il contratto collettivo nazionale e gli accordi integrativi aziendali ai neoassunti.