L'evento Toscana e Emilia
Appenninica, FdI svuota i palazzi e porta la politica sul territorio: in 2000 per la montagna puntando al bis all’Elba. Sinistra non pervenuta
Si è conclusa con un successo senza precedenti Appenninica 2026, la quattro giorni dedicata agli Stati Generali della Montagna organizzata da Fratelli d’Italia. Dal 26 febbraio al 1° marzo, il cuore dell’Appennino tra Toscana ed Emilia-Romagna è diventato il baricentro della politica nazionale, accendendo i riflettori su territori che chiedono dignità, infrastrutture e sviluppo.
Successo di “Appenninica” (FdI): i numeri da capogiro della rassegna evento
L’evento ha attraversato due regioni e tre comuni, coinvolgendo una comunità vasta e appassionata. I numeri parlano chiaro: oltre 2.000 partecipanti complessivi, 500 accreditati, e una presenza massiccia delle istituzioni: 5 membri del Governo (tra cui due ministri e tre sottosegretari), parlamentari, europarlamentari, 64 relatori e la quasi totalità dei consiglieri regionali di FdI di Toscana ed Emilia-Romagna, 16 sigle coinvolte tra associazioni di categoria, pro loco e comitati; 13 dibattiti, 6 incontri stampa e 5 consegne del premio Appenninica.
Il segreto della riuscita? La politica fuori dai Palazzi portata da FdI direttamente sul territorio
«Con Appenninica abbiamo scommesso sulla nostra capacità di mobilitazione – dichiara il promotore dell’iniziativa, il consigliere regionale FdI e vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci –. Portando la politica fuori dai palazzi e direttamente tra la gente: questo è il Dna di Fratelli d’Italia, un partito che non teme il confronto e che vive il territorio 365 giorni l’anno». Di più. «Abbiamo portato il governo Meloni direttamente sulle piste da sci, tra i filari dei vigneti eroici e nei piccoli borghi del crinale. Questa è la prova che per Fratelli d’Italia – ha chiosato Petrucci – il territorio non è un concetto astratto: ma il centro dell’agenda politica».
Unico neo: la sporadica partecipazione del centrosinistra toscano
«Unico rammarico? La scarsa presenza degli esponenti toscani del centrosinistra nonostante fossero stati invitati. Il nostro impegno non si ferma qui. Abbiamo l’ambizione di portare un’iniziativa simile all’Isola d’Elba e siamo sicuri che la nostra comunità risponderà con il medesimo entusiasmo che abbiamo visto in questi giorni».
Appenninica: il territorio al centro tra confronto politico e spirito comunitario
E ancora. «Appenninica è stata una quattro giorni importante – afferma a sua volta il coordinatore regionale toscano di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti – perché la destra, toscana e emiliana, si è ritrovata, con spirito comunitario, per un confronto costruttivo. Essenzialmente il tema principale è stato il referendum. Ma è stata anche l’occasione per celebrare il coordinamento regionale, con la presenza di Giovanni Donzelli» (deputato di Fratelli d’Italia e responsabile nazionale dell’organizzazione del partito ndr).
«Abbiamo messo a fuoco le ragioni del sì – ha quindi aggiunto Michelotti – programmando gli eventi per le prossime settimane della campagna referendaria. E, soprattutto, vivendo il piacere di stare insieme con la nostra comunità politica. I territori sono tanti e le esperienze, da mettere a confronto, altrettante. La voglia di fare è grande, e grazie a questi giorni, così costruttivi, affronteremo con il giusto spirito le settimane che ci dividono dalla data del referendum», ha poi concluso.
Appenninica, dalle istanze territoriali alle grandi sfide nazionali, a partire dal Referendum
«Sono stati quattro giorni intensi – ha quindi commentato a sua volta il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia dell’Emilia Romagna, il senatore –. Un susseguirsi di incontri che hanno intrecciato le istanze dei territori alle grandi sfide nazionali, a partire dal referendum costituzionale. La nostra scelta di fondo è chiara: restituire protagonismo a terre talvolta dimenticate. Con il nostro responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, abbiamo affrontato i temi della sicurezza e dell’immigrazione, accendendo un faro sulle recenti e sciagurate scelte di alcuni magistrati.
Il ministro Foti sul rilancio della aree interne e della montagna
L’ultima giornata, infine, ha visto il prezioso contributo del ministro Tommaso Foti, che è intervenuto nel cuore del nostro Appennino a Fiumalbo, «illustrando la visione e i progetti concreti del governo Meloni per il rilancio delle aree interne e della montagna. In questi giorni, tra la gente e per la gente, la politica ha mostrato il suo volto più bello».