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Antisemitismo, l’odio contro gli ebrei cerniera tra antagonisti e fondamentalismo islamico: convegno di FdI

E la sinistra dorme...

Antisemitismo, l’odio contro gli ebrei cerniera tra antagonisti e fondamentalismo islamico: convegno di FdI

All'incontro al Senato hanno partecipato il capogruppo dei senatori Lucio Malan, i deputati Giovanni Donzelli e Sara Kelany, i senatori Ester Mieli e Alberto Balboni, assieme al direttore de Il Tempo Daniele Capezzone. Tra gli ospiti anche Alexandre Devecchio, giornalista de Le Figaro

Politica - di Gabriele Caramelli - 10 Marzo 2026 alle 15:51

L’odio verso gli ebrei è tornato a spaventare l’Europa e non solo. Per questo motivo Fratelli d’Italia ha organizzato una conferenza stampa al Senato, dal titolo “Antisemitismo e violenza: il volto ambiguo degli antagonisti”. Al convegno hanno partecipato il capogruppo dei senatori Lucio Malan, i deputati Giovanni Donzelli e Sara Kelany, i senatori Ester Mieli e Alberto Balboni, assieme al direttore de Il Tempo Daniele Capezzone. Tra gli ospiti anche Alexandre Devecchio, giornalista de Le Figaro. 

Gli esponenti di FdI hanno parlato di un disegno eversivo che coinvolge le sigle dell’estrema sinistra: basti pensare alla famiglia cacciata dal ristorante a Napoli nelle settimane del conflitto a Gaza. «Ci sono delle frange che sono antagoniste e che in Italia stanno cercando di fomentare qualsiasi tipo di violenza per fare un vero e proprio attacco allo Stato – ha spiegato Donzelli -. L’abbiamo visto in più occasioni, dalle Olimpiadi, ai fatti di Torino», dove un poliziotto è stato picchiato e preso a martellate da un gruppo di manifestanti antifascisti. E ancora: «Frange come Askatasuna hanno inevitabilmente strizzato l’occhio e fomentato l’antisemitismo».

L’antisemitismo della frange della sinistra radicale: la conferenza stampa di FdI al Senato

Successivamente, Lucio Malan ha citato alcune frasi antisemite che provengono dalle aree della cosiddetta sinistra moderata: «Ancora oggi, sul profilo Facebook dei giovani democratici di Bergamo, i giovani del secondo partito italiano, il primo partito dell’opposizione, c’è ancora il cartello ‘meglio maiali che sionisti». All’inizio, «la Schlein aveva detto qualche parola e poi l’hanno tolta. Ma oggi si trova di nuovo sulla pagina. Evidentemente al Pd va bene questa cosa, mentre io la trovo preoccupante».

Le critiche del presidente dei senatori di FdI si sono concentrate anche sul leader pentastellato: «Giuseppe Conte, il 24 marzo 2025, ha detto che gli  ebrei devono dissociarsi da Israele altrimenti sono complici di sistematico genocidio». A tal proposito è nuovamente intervenuto Giovanni Donzelli, ricordando che quanto ha riferito il presidente del M5s «è grave e pericoloso e quindi io mi metto nei panni di chi si sente definire responsabile delle uccisioni da un ex presidente del Consiglio, solo perché ebreo». In sostanza, «si è creato un cortocircuito e questa leggerezza ha portato le opposizioni a confondersi con episodi di netto antisemitismo e in alcuni casi a portare avanti l’antisemitismo come ha fatto Conte, non solo nelle piazze ma anche nei confronti dei singoli».

Il Partito democratico e la confusione ideologica sull’odio razziale

È stata la senatrice Ester Mieli a rimarcare l’importanza del ddl antisemitismo approvato lo scorso 4 marzo, biasimando la mancata unanimità del voto in aula. «Siamo di fronte a una sinistra smemorata. Nel 2017 la segretaria del Partito democratico Schlein era europarlamentare e votò una mozione sulla definizione Ihra che è contenuta in questa legge. Poi, il 17 gennaio 2020, il governo Conte ha approvato la definizione Ihra, che è il cuore di questo ddl, su cui si è dibattuto tanto», stigmatizzando le posizioni attuali della sinistra e sottolineando che Francesca Albanese, assieme ai gruppi antagonisti, definiscono la nuova norma come una “legge bavaglio”. Tra i tanti casi che riflettono la rappresentazione di una sinistra sbadata, Mieli ha citato ironicamente Laura Boldrini «che non si ricordava di aver aperto le porte a Mohammad Hannoun alla Camera».

Come ha sottolineato il suo collega Alberto Balboni, la nuova disposizione sull’antisemitismo «sui versanti della prevenzione e della cultura, mettendo in campo istituzioni che servono a contrastare l’odio e a garantire la sicurezza dei luoghi in cui si recano le persone di religione ebraica. Non ci sono sanzioni penali e non è vero che viene violato l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di pensiero». Tra l’altro, anche «una parte della sinistra ha votato a favore dell’inserimento della normativa, frutto di grande lavoro». Nei fatti, come ha spiegato Balboni, «tutti possono criticare il governo israeliano, ma non si può approfittare di una critica all’esecutivo per contestare il diritto all’esistenza dello Stato ebraico».

L’islamogauscismo si fa sentire nelle piazze italiane

Da tempo l’estrema sinistra si serve della presenza musulmana per fare propaganda. Come ha sottolineato Sara Kelany, «l’antisemitismo è la cerniera tra le piazze degli antagonisti e le frange del fondamentalismo islamico». Poi ha accusato i progressisti di essere troppo docili con gli antagonisti: «Il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle  risultano sostanzialmente ambigui e timidi anche su provvedimenti di questo tipo. Va detto che lo fanno per mero tornaconto elettorale». Ma non solo, perché i pericoli riguardando anche altri movimenti come i Carc e l’Npci (nuovo partito comunista) , che ha stilato una lista di proscrizione per gli ‘agenti sionisti”. Entrambi «sono animati da persone che sono stati in carcere o che si sono rese irreperibili in Francia»; mentre l’Ucoi è «il verminaio della fratellanza musulmana in Italia. Uno dei suoi fondatori, Hamza Piccardo, fa propaganda per il “No” al referendum sulla giustizia».

La testimonianza di Alexandre Devecchio

Fondamentali sono state le parole del giornalista francese, Alexandre Devecchio, che ha ricordato come la Francia abbia «un problema di antisemitismo che è più grande di quello italiano. Basti pensare all’attentato in una scuola ebraica di Tolosa nel 2012, in cui tre bambini e un rabbino furono uccisi da Mohammed Merah, un terrorista che aveva legami con Al-Qaeda». La France insoumise, che ha assunto una postura debole verso i musulmani: «È una dimensione ideologica e strategica perché ormai hanno perso le classi popolari, che votano a destra. Ottenere dei voti dai quartieri musulmani è importante per l’estrema sinistra, convinta del fatto che i migranti possano diventare il nuovo proletariato capace di farla tornare al potere».

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