Diretta da Claudio Camarca
Avamposti, la docu-serie sui carabinieri, conquista Netflix. È al terzo posto tra le più viste
Dimenticate le sparatorie coreografate e i dialoghi scritti a tavolino. Su Netflix è sbarcata da pochi giorni la docuserie sui carabinieri firmata da Claudio Camarca, intitolata Avamposti. Non è una fiction, non ci sono attori, e quello che vedete sullo schermo è successo davvero. Una serie di reportage (sviluppati nell’arco di tre stagioni) sulle operazioni dei militari dell’Arma, dove nemmeno le telecamere dei telegiornali osano entrare.
Realtà cruda a Caserta: lo scontro tra Camorra e nuovi clan
Il vero segreto del successo di Avamposti (nata su Discovery e ora fenomeno globale, terzo tra le serie tv più viste su Netflix) è ben sintetizzato nel sottotitolo della seconda stagione: “Uomini in prima linea”. La serie entra nelle caserme, documenta le riunioni tattiche e le attese estenuanti, ma indugia soprattutto sul lato umano.
Vediamo i militari chiamare casa, gestire la stanchezza e la tensione di vivere in “avamposti” — termine militare che definisce presidi incuneati tra lo Stato e la disgregazione sociale totale. È il racconto di chi sceglie di restare dove sarebbe molto più comodo andarsene.
Tre stagioni in cui i carabinieri ci portano in contesti che nessun tg e nessuna fiction sanno riprodurre con analoga aderenza. Come a Mondragone, nel Casertano. Qui la realtà supera ogni sceneggiatura di Gomorra. Da un lato, le storiche famiglie dei Casalesi che presidiano il territorio da generazioni; dall’altro, una polveriera sociale composta da oltre ventimila immigrati mai censiti che hanno dato vita a organizzazioni criminali autonome.
In mezzo a questo scontro tra campioni del malaffare, si muovono i Carabinieri. Avamposti non celebra eroi invincibili, ma mostra uomini e donne in divisa che affrontano la paura consapevoli del pericolo che vanno ad affrontare.
Dallo Zen di Palermo a Rogoredo: i numeri di un’operazione senza precedenti
Nella docuserie diretta da Camarca, già autore di altri apprezzati reportage sugli eroi in divisa, spiccano puntate da record per dimensioni delle operazioni documentate. Come a Bari, dove le telecamere hanno seguito in diretta un’operazione che ha portato a 30 arresti simultanei. Niente effetti speciali: solo il rumore delle manette e le urla della strada.
Avamposti e i carabinieri: eccellenza italiana premiata anche da Netflix
La docuserie attraversa l’Italia dei “non luoghi”: a cominciare dalla terra di nessuno di Rogoredo, tristemente famosa in queste settimane, in cui i carabinieri intervengono nel bosco dello spaccio, in quella stessa “Milano da bere” che tanti fingono di non vedere. Ma impressionano anche le immagini da Cerignola con l’assalto alla “Quarta Mafia”, spietata e invisibile. E ancora il dramma dei tossicodipendenti a Ostia, in riva al mare di Roma, oppure a Bologna, con lo shock delle droghe sintetiche e delle crack house tra i portici universitari.
Le tre stagioni di Avamposti (Dispacci dal confine, Uomini in prima linea, Nucleo Operativo) ora disponibili sulla piattaforma di streaming più famosa del mondo, sono già balzati in cima alle classifiche di Netflix. Un risultato che aiuta a ricordare a tutti l’eccellenza delle nostre forze dell’ordine, anche a dispetto di chi in Italia, le contesta o le demonizza.