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Allarme bomba al tribunale di Milano, palazzo evacuato e udienze saltate: scarcerate tre persone

Situazione sotto controllo

Allarme bomba al tribunale di Milano, palazzo evacuato e udienze saltate: scarcerate tre persone

Quattro le telefonate anonime arrivate da una voce con un accento straniero. Sul posto gli artificieri

Cronaca - di Gianni Giorgi - 6 Marzo 2026 alle 15:57

Un allarme bomba ha bloccato per tutta la mattinata i lavori al tribunale di Milano. Il palazzo di giustizia è stato evacuato e le udienze sono saltate. La situazione è sotto controllo.

L’allarme stamani

Artificieri, vigili del fuoco, cani antiesplosivo sono stati a lavoro ore dopo che diverse telefonate – in tutto 4 – nell’arco di mezz’ora hanno annunciato la presenza di un ordigno. Lo stabile è stato evacuato. Le attività di carabinieri e polizia interessano anche i locali lungo via Freguglia, la strada che affaccia su uno dei quattro ingressi della cittadella della giustizia.

Continuano le attività di bonifica. Le attività di carabinieri e polizia interessano anche i locali lungo via Freguglia, la strada che affaccia su uno dei quattro ingressi della cittadella della giustizia.

Saltano le udienze tre scarcerati

L’allarme bomba al Palazzo di giustizia di Milano ferma il lavoro ordinario: per tre persone non è stato possibile celebrare il rito direttissimo e così – per scadenza dei termini di convalida pari a 48 ore – è scattata la libertà. Nessun problema, invece, sul fronte delle normali udienze – poche il venerdì – che sono state già rinviate; inoltre l’allarme bomba non ha provocato particolari rallentamenti nel lavoro dei giudici.

Le quattro telefonate e l’accento straniero

Le quattro telefonate sono state effettuate tra le 8.20 e le 9, stando a quanto appreso da MilanoToday. Dall’altro capo della cornetta comparivano numeri non fittizi ma non rintracciabili: probabilmente chiamate Voip, e comunque non provenienti da telefoni fissi o cellulari.
Alcune telefonate avrebbero fatto riferimento a una bomba dentro uno zaino, situato al terzo o al primo piano del palazzo di giustizia, due di quelli più frequentati e dove si trovano la stragrande maggioranza delle aule e delle cancellerie delle sezioni penali. Altre avrebbero invece parlato di un ordigno dentro a un pacco postale. La persona che ha comunicato la presunta presenza dell’ordigno, stando a quanto trapelato, aveva un accento straniero e chi sta effettuando gli accertamenti sul caso presuppone non fosse italiana. Non è chiaro, inoltre, se fosse un uomo o una donna. Al momento non risultano rivendicazioni.

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di Gianni Giorgi - 6 Marzo 2026