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Violenze Pro-Pal: dalla Procura di Torino misure cautelari per 18 antagonisti

In piazza per la Flotilla

Violenze Pro-Pal: dalla Procura di Torino misure cautelari per 18 antagonisti

Tra i reati contestati: danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. Cinque gli arresti domiciliari. Il Gip: Concreto, serio e attuale il pericolo che simili azioni sfocino in eventi ancor più gravi, con esiti infausti

Politica - di Marcello Di Vito - 19 Febbraio 2026 alle 15:00

La Procura di Torino ha emesso 18 misure cautelari nei confronti di militanti antagonisti per i reati di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. In cinque, che hanno fra i 19 e i 29 anni, sono stati messi agli arresti domiciliari e altri 12 sottoposti all’obbligo di firma quotidiano; per un diciottesimo è scattato il divieto di dimora a Torino.

Gip ‘rischio di eventi ancora più gravi’

Nell’ordinanza il gip Valentina Rattazzo scrive che “La gravità delle condotte poste in essere dagli indagati durante le manifestazioni di protesta rende concreto, serio e quantomai attuale il pericolo che simili azioni violente sfocino in eventi ancor più gravi, con esiti infausti”. L’ambito degli accertamenti riguarda sette manifestazioni di protesta promosse da collettivi studenteschi considerati vicini ad Askatasuna e dal sodalizio ‘Progetto Palestina’.

Fatti contestati dalle manifestazione per la Flotilla

I fatti riguardano la manifestazione in sostegno alla Global Sumud Flotilla dello scorso 24 settembre, durante la quale circa 1500 persone, dopo essersi ritrovate in piazza Castello, hanno sfilato per le vie del centro fino a raggiungere la stazione ferroviaria di Porta Susa, dove circa 700 manifestanti, dopo aver forzato uno degli accessi, hanno fatto ingresso in stazione e occupato i binari ferroviari per circa un’ora e venti minuti, bloccando in questo modo la circolazione.

Disagi ai voli aerei

Gli altri episodi contestati dalla Procura fanno riferimento a quanto accaduto il 2 ottobre, quando circa 30 attivisti hanno prima raggiunto in bicicletta l’aeroporto di Caselle, poi tagliato la recinzione perimetrale accedendo all’interno del sedime aeroportuale e provocato, per circa mezz’ora, la sospensione dei voli.

Danneggiamenti a materiale privato

Quella stessa sera si è svolto un corteo partecipato da 10.000 persone che, dopo aver percorso il centro cittadino, hanno raggiunto le Ogr, dove il giorno seguente, nell’ambito dell’Italian Tech Week, era in programma un incontro con il fondatore di Amazon Jeff Bezos e con la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. I manifestanti hanno scavalcato e aperto dall’interno i cancelli, consentendo a decine di persone di accedere alla struttura e danneggiare arredi, monitor, vetrate e quattro autovetture di Stellantis, nonché spintonare e strattonare gli addetti alla sicurezza intervenuti per tentare di bloccarne l’accesso. A seguito dell’intervento della polizia, rimasero feriti due agenti, riportando lesioni con prognosi di 10 giorni, a causa del lancio di un’anguria da un corridoio sovrastante collocato a oltre 4 metri di altezza Torino: disordini in manifestazioni, 18 misure tra antagonisti

Pietre e oggetti contro gli agenti di Polizia

Il 3 ottobre, come riporta la ricostruzione minuziosa dell’agenzia di stampa Agi, circa 1300 attivisti hanno sfilato in corteo nei pressi delle Ogr nell’ambito della mobilitazione contro l’ Italian Tech Week, tentando più volte di accedere alla struttura, lanciando pietre e oggetti contro la polizia, che li ha respinti. I manifestanti perciò si sono spostati all’esterno dell’azienda Leonardo, lanciando contro le forze dell’Ordine bottiglie e pietre e causando il ferimento di 6 operatori del Reparto Mobile con prognosi fino a 30 giorni.

Feriti gli operatori del reparto mobile

Sono state danneggiate anche alcune auto dei dipendenti all’interno del parcheggio aziendale. Tra gli altri fatti contestati, figura anche l’irruzione all’interno della Città Metropolitana di Torino avvenuta il 14 novembre, durante la quale sono stati feriti 9 operatori del Reparto Mobile. In questa occasione, nella fase conclusiva del corteo promosso per il No Meloni day, i manifestanti hanno cercato di accedere all’interno della Città Metropolitana attraverso una porta carraia che conduce al garage della sede, aggredendo gli operatori del Reparto Mobile con calci, colpi di asta di bandiera, lanci di oggetti, tra cui sellini di bicicletta e un estintore, il cui gas era stato poco prima utilizzato contro il personale di polizia. Alla luce dei fatti è stato effettuato l’arresto in flagranza differita di uno dei manifestanti.

Irruzione nella sede del quotidiano La Stampa

L’ultimo episodio è relativo all’irruzione all’interno della sede del quotidiano La Stampa, avvenuta il 28 novembre, a margine del corteo organizzato per la giornata di sciopero generale. Nel caso specifico circa 80 manifestanti, dopo aver scavalcato i cancelli esterni, hanno fatto accesso all’interno dello stabile, danneggiando alcune porte, una telecamera di video-sorveglianza e lasciando diverse scritte sulle pareti della redazione. Per tutti questi episodi sono state denunciate numerose persone ed eseguite 21 perquisizioni domiciliari.

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di Marcello Di Vito - 19 Febbraio 2026