Il giorno dopo
Verbano, per la sinistra è “cosa loro”. Il Pd processa la Regione Lazio per la commemorazione: “Destra sciacalla” (video)
“Via i fascisti dal nostro quartiere”. Così è stata accolta ieri la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Marika Rotondi in rappresentanza della Regione Lazio alla commemorazione in via Monte Bianco di Valerio Verbano, militante di Autonomia operaia ucciso 46 anni fa sotto gli occhi dei genitori. Il giorno dopo il tentativo di estromettere dalle celebrazioni ufficiali (la Regione Lazio non è gradita) la delegata del governatore Rocca da parte del presidente dem del III municipio Paolo Marchionne, sostenuto dal suo assessore municipale Luca Blasi, le sinistre ribaltano la denuncia di Fabio Rampelli smentendo la dinamica dei fatti, testimoniata dalle immagini video. E arrogandosi il diritto di copyright del ricordo di Verbano fino a parlare di sciacallaggio della destra.
Verbano, il tentativo di allontanare dalla commemorazione la delegata della Regione Lazio
Marchionne, militante di sinistra molto attivo nelle piazze romane, ha prima ‘invitato gentilmente” l’esponente regionale ad allontanarsi. Per poi proporre di togliere il nastro della Regione Lazio dalla corona che è stata deposta sotto l’abitazione di Verbano. Rotondi non ha accolto le provocazioni. Ed è rimasta al suo posto partecipando al minuto di raccoglimento per Verbano, sotto gli slogan ingiuriosi di un gruppo di contestatori (“vattene”, “vergogna”). Un episodio scandaloso stigmatizzato dallo stesso Rocca e da molti esponenti di FdI. “La Regione Lazio rivendica il diritto di ricordare e commemorare tutte le vittime degli anni di piombo. Ed esprime solidarietà alla consigliera Marika Rotondi. Oggetto delle minacce di esponenti delle istituzioni e di sedicenti attivisti. È del tutto evidente – conclude il governatore del Lazio – che questa sinistra non può dare lezioni di pacificazione. Auspico che il sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri prenda le distanze da Marchionne e dall’assessore alla Casa Blasi. E si scusino con la consigliera Rotondi”.
Gualtieri non parla, i dem all’attacco della destra che ‘strumentalizza’
Niente di tutto ciò. Se il sindaco della Capitale, verosimilmente imbarazzato, non pronuncia una sola parola, il presidente del III municipio preferisce accusare Rampelli di strumentalizzazione. Colto nel segno Marchionne replica di aver ringraziato Rotondi per la presenza alla deposizione della corona. “L’unica cosa verosimile è che mi sarei macchiato del reato di aver cantato Bella Ciao. In realtà di irresponsabile e lesivo della credibilità delle istituzioni, per quanto mi riguarda, sono le parole di Rampelli”. Nella denuncia il vicepresidente della Camera aveva stigmatizzato il comportamento delle istituzioni capitoline, lontane anni luce dallo spirito di pacificazione. “Rinnegando perfino la storica iniziativa di Walter Veltroni . Che fece stringere la mano proprio alla mamma di Verbano e a uno dei fratelli Mattei sopravvissuto al rogo di Primavalle”.
Accuse di sciacallaggio alla Regione Lazio
Neanche a dirlo i dem sono scattati come un sol uomo nel fare quadrato intorno alla ‘vittima’. Il capogruppo dem del terzo municipio si è precipitato a esprimere solidarietà a Marchionne accusando Rampelli, Rocca e Rotondi di stravolgere i fatti, “inquinando la verità e il ricordo”. Anche i giovani del Pd scendono in campo accusando la destra di fare sciacallaggio sul ricordo di Verbano. Immancabile l’entrata a gamba tesa di Enzo Foschi, segretario romano del Pd militante di ultrasinistra vicino al centro sociale La Strada, che accusa Rocca e la destra di costruire polemiche pretestuose. “La memoria di Valerio Verbano appartiene a tutta la città e merita rispetto, non strumentalizzazioni”.
Rampelli: la sinistra dovrebbe scusarsi e invece alimenta il fuoco
La pezza della sinistra è peggiore del buco. Dopo tanto fango, Rampelli torna sull’argomento. “Noto che invece di scusarsi e chiudere un incidente diplomatico increscioso, probabilmente condizionato dalla pressione di quindici nostalgici dell’odio e della violenza, assistiamo oggi a una sequela di inesattezze da parte del Pd romano”. Eppure – spiega il vicepresidente della Camera – ci sono i video e le registrazioni di quanto accaduto ieri mattina in Via Monte Bianco. “Abbiamo prove inconfutabili e questa reazione scomposta testimonia un grande imbarazzo a sinistra, probabilmente vittima di un racconto menzognero da parte di presidente e assessore alla cultura del territorio”. Nessuna strumentalizzazione, al contrario. “Abbiamo scelto di raccontare quanto accaduto affinché di fronte ai ragazzi uccisi negli anni ‘70 ognuno si prenda la propria responsabilità. Per la destra sono ‘figli d’Italia’ gli innocenti ragazzi sia di destra che di sinistra caduti sotto colpi di pistola, spranga, chiavi inglesi, perfino mitragliette. Parlerò personalmente con il sindaco di Roma dell’accaduto. E lo inviterò a commemorare insieme a Francesco Rocca tra poche settimane Angelo Mancia, fattorino del Secolo d’Italia ucciso sotto casa proprio nello stesso 3º Municipio di Roma il 12 marzo 1980, a meno di un mese di distanza dall’orribile esecuzione di Valerio Verbano.
Ultima notizia
Ritrovati diversi reperti
Una villa romana emerge dagli scavi in Gran Bretagna: la scoperta sensazionale degli archeologi
Cultura - di Giulio Benarmato