Delirio woke
Strage di clochard a New York: il sindaco Mamdani ne ha lasciati congelare 18 nel nome del “politicamente corretto”
"Non potevo forzarli a mettersi al riparo", ha sostenuto il primo cittadino. I suoi predecessori provvedevano a metterli in sicurezza con le maniere forti, lui ha si è affidato al libero arbitrio dei clochard
Le temperature artiche di New York hanno fatto una strage di clochard come mai negli ultimi anni e i cittadini hanno trovato il principale responsabile: il sindaco Zohran Mamdani. Il caritatevole sindaco ultraprogressista, per la prima volta, nel nome dell’ortodossia politicamente corretta ha evitato di trasportare di peso i barboni in strutture riparate. Diciotto persone sono morte, quindici delle quali letteralmente congelate.
Il nuovo sindaco Mamdani aveva rivendicato la linea morbida sulla gestione dei senzatetto e degli accampamenti urbani. Un approccio più cauto, con l’assistenza su base volontaria. Una linea umana nelle intenzioni, ma che nei fatti ha provocato una strage senza precedenti. Nel suo delirio “politicamente corretto” Mamdani ha scelto di lasciare la libertà ai clochard newyorkesi di morire congelati piuttosto che di venire salvati contro la loro volontà.
La bufera ora è sul sindaco Mamdani
Il sindaco Mamdani, con un tono oscillante tra il messianico e l’implorante, ha dichiarato di aver “implorato” i senzatetto di mettersi al riparo. È un’immagine commovente: New York, la metropoli che non dorme mai, trasformata in un palcoscenico dove operatori municipali tentano di convincere persone in stato di ipotermia o crisi psicotica usando la sottile arte della persuasione gentile. Secondo Mamdani, il ricovero forzato deve essere l’ultima spiaggia. A quanto pare, la “penultima spiaggia” è invece lasciare che il sangue di un essere umano diventi granita su un marciapiede della Broadway.
Gli altri sindaci di New York usavano le maniere forti
Mamdani continua a recitare la parte del prigioniero della burocrazia, sostenendo che la legge non gli dà facoltà di agire d’imperio. È un peccato che la realtà – quella noiosa cosa fatta di codici e decreti – lo smentisca categoricamente. La stampa repubblicana gli ha ricordato che la legge permette l’intervento quando una persona non è in grado di comprendere i propri bisogni primari in situazioni di pericolo reale. E cosa c’è di più emergenziale e pericoloso dell’’allerta massima con temperature polari?
Il New York Post sottolinea come le percentuali delle telefonate al 911 sono un capolavoro di surrealismo amministrativo: il 96% delle chiamate per segnalare senzatetto al gelo si è risolto in un nulla di fatto. Nel 72% dei casi, le squadre di soccorso non sono nemmeno riuscite a trovare la persona segnalata.
Mentre i Repubblicani chiedono un’indagine indipendente, Mamdani fa spallucce. Per la sinistra radicale che lo sostiene, forzare qualcuno a non morire assiderato è probabilmente visto come un atto di micro-aggressione colonialista. Il risultato di questa “compassione” estrema? Diciotto morti congelati.