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Spin Time, jet set radica chic e politici di sinistra in primo piano

Sentenza choc

Spin Time, gli abusivi occupano, noi paghiamo, e il circoletto rosso degli attori ci mette la firma. Siamo ai titoli di coda…

Politica - di Chiara Volpi - 21 Febbraio 2026 alle 15:45

Il conto dell’illegalità è arrivato, ed è salatissimo. Il Tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a un risarcimento choc di 21 milioni di euro in favore della società proprietaria dell’immobile di Via di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, meglio noto come Spin Time. Un verdetto che suona come una condanna senza appello non solo per la gestione amministrativa, ma per un intero sistema politico e culturale “sinistro” che per anni ha trasformato l’abusivismo in un vessillo ideologico.

Spin Time, la sentenza: lo Stato paga l’ideologia “sinistra” dell’abusivismo

I giudici sono stati chiari: nonostante un sequestro preventivo disposto dal GIP nel 2020, lo sgombero non è mai avvenuto. Il Viminale è stato ritenuto responsabile di non aver impedito la prosecuzione dell’illecito, lasciando che i proprietari venissero privati del loro bene dal lontano 2013. Oltre alla cifra monstre, il “contatore” continua a girare: 207 mila euro al mese di penale a partire da gennaio scorso e finché l’occupazione non sarà cessata. Un danno erariale che ricade – e continua a ricadere – interamente sulle tasche dei cittadini onesti.

Rampelli: «Su Spin Time responsabilità dei governi precedenti»

Non per niente, analizzando la vicenda, i suoi pregressi e i suoi risvolti, il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli ha commentato duramente: «Prendiamo atto della sentenza, ma se la responsabilità giuridica è dei governi precedenti, quella amministrativa e politica è di chi ha foraggiato nei decenni il pessimo costume delle occupazioni abusive, sintomo d’illegalità e sopruso, specialmente nei confronti di quei cittadini onesti e indigenti che piuttosto che compiere azioni disoneste mendicano e vivono di stenti», ha dichiarato l’esponente di Fratelli d’Italia. Per Rampelli, insomma, il risarcimento non dovrebbe gravare sulla collettività. Anzi…

E la solita pletora di «nobili fricchettoni radical chic» da salotto e jet set

Tanto che nel proseguire, incalza: «Sono i partiti di sinistra che dovrebbero tirare fuori i 21 milioni richiesti per risarcire il danno dell’occupazione romana, non lo Stato, non i cittadini. Sono loro e le amministrazioni che governano a sostenere, difendere, promuovere l’illegalità delle occupazioni in tutta Italia. Leoncavallo e Askatasuna insegnano…». Non solo: perché oltre al danno, la beffa, come rileva lo stesso Rampelli – e come scritto in un precedente servizio – more solito, si mettono in fila al riguardo i soliti nobili fricchettoni radical chic…»

La tifoseria vip da Favino a Nanni Moretti: ma non sono i titoli di coda di un film…

L’elenco più o meno di sempre: «Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Nanni Moretti, Fabrizio Gifuni, Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Sabina Guzzanti, Margherita Vicario che, dall’alto di Marte, non vedono ciò che di incredibile accade nello Spin Time: il pagamento del pizzo a chi gestisce le attività commerciali illecite. Il pericolo rappresentato da bombole del gas presenti. La mancanza di rispetto per le più elementari norme di sicurezza richieste a qualunque cittadino. Ma non ai centri sociali beneficiari di un vero e proprio scudo penale».

Spin Time, anche oggi i leader di sinistra fanno la loro parte

Sì, perché come da copione, mentre la magistratura presenta il conto, la punta di diamante del mainstream si mobilita. E non è un caso se la lista di chi ha firmato petizioni per mantenere lo status quo dello Spin Time sembra il cartellone di un festival del cinema o lo scorrere dei titoli di coda di un film con i protagonisti del rituale circoletto di celluloide rosso… Un establishment che si mobilita e si presenta sulla scena dove trova spesso il sostegno e il là politico intonato dai leader della sinistra. Che, guarda caso, proprio oggi, da Pierluigi Bersani a D’Alema fino a Speranza – oltre all’immancabile rappresentante di turno del comitato per il No al referendum sulla giustizia – oggi tornano a darsi da fare all’Esquilino.

Perché, come ci insegna la logica della matematica, cambiando l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia. E il risultato resta sempre quello di uno Stato costretto a pagare milioni per l’ignavia di chi, per anni, ha preferito la pace sociale col mondo antagonista alla legalità. Ma la ricreazione, come suggerirebbe anche la sentenza, non dovrebbe essere finita?

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di Chiara Volpi - 21 Febbraio 2026