Sottratti 200 milioni di rubli
“Sparami ancora”. Soldati russi truffano Putin: si feriscono da soli per ricevere gli indennizzi
Alcuni soldati russi si sarebbero sparati per raccogliere i bonus del governo russo, truffando lo schema di incentivi deciso dal Cremlino. Attualmente, il comitato investigativo dell’esercito si sta concentrando su Konstantin Frolov, noto con lo pseudonimo di “Esecutore”, che in un video del ministero della Difesa si vantava di alcune ferite da schegge e affermando che non si sarebbe riposato fino alla vittoria di Mosca sull’esercito ucraino. Eppure, gli inquirenti hanno verificato che quelle lesioni sono state autoinflitte. Assieme a lui, una trentina di medici e soldati si sono sparati da soli, come riporta il Daily mail, per ricevere il denaro stanziato per gli infortuni in guerra. A quanto pare, il presunto complotto di cui parla il giornale inglese sarebbe costato 200 milioni di rubli all’esercito, che equivalgono a più di due milioni di euro.
Attualmente, Frolov sta affrontando accuse di frode, corruzione e traffico di armi in un tribunale militare. Secondo i documenti del processo, i militare ha stretto un accordo preliminare che equivale ad ammettere la colpa: si tratta di una decisione capace ridurre la sua condanna, che probabilmente arriverà il mese prossimo. In un’intervista al New York times del 2025, il soldato russo non ha negato il coinvolgimento in uno schema per ottenere denaro dai pagamenti degli infortuni, ma ha contestato le accuse sulle ferite autoinflitte.
Soldati russi truffano Putin: si sparano da soli per ottenere i fondi per i feriti di guerra
Insomma, non stupisce il sistema messo in piedi dai membri dell’esercito russo, visto che negli ultimi anni almeno 12 alti funzionari militari e generali sono stati accusati di corruzione, oltre a diversi ufficiali di rango inferiore. Gli analisti hanno spiegato che la corruzione diffusa in questi apparati è piuttosto comune. Pavel Luzin, socio minore del Center for european policy analysis, ha spiegato che una parte dell’esercito di Mosca è «demoralizzato e decadente». Invece, Tatiana Stanovaya del Carnegie Russia Eurasia center ha dato un’altra chiave di lettura sull’argomento: « Quando le persone traggono profitto dalla tragedia, ossia da una guerra che è sacra per Putin, generano carburante politico per altri attori, compresi i funzionari della sicurezza che cercano un avanzamento di carriera e coloro che sono disposti a portare avanti azioni di questo tipo». È proprio il caso di dire che una vicenda come questa è grave, ma tutt’altro che seria.