CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Sharon uccisa in strada per noia: ergastolo per Moussa Sangare. L’avvocato: “Lui è tranquillo…”

Il delitto di Bergamo

Sharon uccisa in strada per noia: ergastolo per Moussa Sangare. L’avvocato: “Lui è tranquillo…”

Cronaca - di Leo Malaspina - 25 Febbraio 2026 alle 18:58

Giustizia è fatta, almeno per il momento. La Corte d’Assise di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì, ha condannato all’ergastolo Moussa Sangare, di origini maliane, per l’omicidio di Sharon Verzeni. Al 31enne, difeso dal legale Tiziana Bacicca, sono state riconosciute tutte le aggravanti contestate dalla pm Emanuele Marchisio: premeditazione, futili motivi e minorata difesa.

Omicidio di Sharon Verzeni, l’ergastolo sarà appellato da Moussa Sangare

“Riteniamo che la pena decisa dalla Corte di Assise sia quella prevista dalla legge”, è stato il primo commento di  Melody Verzeni, sorella di Sharon Verzeni, leggendo una nota a nome della famiglia dopo la sentenza di condanna all’ergastolo per Moussa Sangare per l’omicidio della donna. “Ringraziamo la Corte d’Assise per il giudizio giusto e obiettivo pronunciato con questa sentenza – ha affermato – Non ci dimenticheremo del lavoro svolto da pubblico ministero, dall’Arma dei Carabinieri e da quanti hanno lavorato per far emergere la verità. Un grazie anche ai giornalisti per il tempo loro dedicato a questa nostra vicenda”.”Un’ultima cosa la diciamo a Sharon. Sarei sempre viva, sappiamo che sei con noi tutti i giorni”, ha sottolineato.

I legali del condannato, invece, contestano la sentenza: “Sicuramente faremo ricorso in appello” contro la sentenza. A dirlo, contattata dall’Adnkronos al termine del processo, è il legale di Sangare, Tiziana Bacicca. Il nuovo difensore, nominato al termine della discussione delle parti a gennaio, aveva depositato una memoria difensiva, “in cui riesaminavo tutte le prove. Oggi in aula ho chiesto l’assoluzione e in subordine di escludere tutte le aggravanti, ma non è stato riconosciuto nulla”, racconta il legale. Sangare è rimasto “tranquillo” dopo la condanna all’ergastolo, dal momento che “aveva già sentito la richiesta all’esito della requisitoria del pm e anche io in carcere l’avevo preparato a questa evenienza”, riferisce il difensore, pronto a ricorrere in appello.

Come avvenne la vile aggressione

Nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024, a Terno d’Isola (Bergamo), l’aggressore la avvicinò mentre camminava con le cuffiette, la toccò sulla spalla dicendole “Scusa per quello che sta per accadere”, la colpì prima al petto con un coltello (che rimbalzò) e poi la rincorse infliggendole tre o quattro coltellate alla schiena. “Non so perché l’ho uccisa, non avevo niente da fare, per noia…”.

Dettagli dell’aggressione

Sharon Verzeni, 33enne estetista, riuscì a chiamare il 112 urlando “Aiuto! Mi ha accoltellato!”, ma morì per shock emorragico e asistolía causati dalle ferite toraciche e dorsali. L’autopsia rilevò quattro colpi, di cui tre letali, inferti con un coltello da cucina di grandi dimensioni; non ci furono segni di difesa sulle braccia, indicando che non reagì pienamente.

Non ci sono commenti, inizia una discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Leo Malaspina - 25 Febbraio 2026