Senza parole
Sea Watch, Meloni inchioda le toghe: “Il compito dei magistrati è premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”
La premier: "Quale è il messaggio che si sta cercando di far passare con questa lunga serie di decisioni oggettivamente assurde? Che non è consentito al governo provare a contrastare l'immigrazione legale di massa? "Mi dispiace se deluderò più di qualcuno: perché noi siamo particolarmente ostinati e continueremo a fare del nostro meglio"
Lascia senza parole la sentenza pro-Rackete emessa dalle toghe con l’ennesima richiesta di risarcimento allo Stato italiano: 76mila euro alla nave ong Sea Watch resasi protagonista di uno speronamento a una nave italiana a guardie delle nostre coste nel 2019. Una premier indignata per l’ennesima decisione che entra a gamba tesa nella politica di contrasto all’immigrazione irregolare interviene con un video dai suoi profili sociale e inanella una serie di quesiti.”La mia domanda è: ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”. La decisione del tribunale civile di Palermo che ha condannato lo Stato italiano a risarcire la ong Sea-Watch con oltre 76 mila euro per i danni patrimoniali subiti in seguito al fermo amministrativo della nave Sea-Watch 3 è uno schiaffo agli italiani. Il sistema risarcimenti sta diventando una prassi per una parte delle toghe.
Sentenza pro- Rackete e risarcimento a Sea Watch. Sdegno Meloni
Una decisione vergognosa, che si aggiunge a un’altra sentenza che grida vendetta: “Non più tardi di ieri ho commentato la surreale decisione della magistratura di condannare il ministero degli Interni a risarcire con i soldi degli italiani un immigrato irregolare con 23 condanne alle spalle. Che lo Stato aveva avuto l’ardire di trasferire nel Cp in Albania per l’espulsione. Una notizia vergognosa che sembra una sciocchezza rispetto a quello che è accaduto oggi”. Fa il punto Giorgia Meloni.
“Il compito dei magistrati è far rispettare la legge o chi si vanta di non rispettarla?
“Oggi i giudici prendono un’altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato Italiano a risarcire con 76mila euro (sempre degli italiani) la Ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete. Perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l’imbarcazione era stata (giustamente) trattenuta e posta sotto sequestro”. La presidente del Consiglio sottolinea la gravità delle parole con cui la Ong ha salutato la decisione della magistratura: “Il diritto ancora una volta dà ragione alla disobbedienza civile”. Ecco che il via libera alla disobbedienza si lega perfettamente al quesito posto da Meloni: “Ma il compito dei magistrati è quello di far rispettare la legge o quello di premiare chi si vanta di non rispettare la legge?”. Carola Rackete, al comando della Sea Watch 3 con 42 migranti a bordo, nel giugno del 2019 disubbidì al divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. Lo imponeva il decreto sicurezza ma la “capitana” attraccò ugualmente a Lampedusa speronando una motovedetta della Guardia di Finanza. Ora viene premiata per non avere rispettato le norme.
“Qual è il messaggio che si vuole far passare?”
“Quale è il messaggio che si sta cercando di far passare con questa lunga serie di decisioni oggettivamente assurde?”, incalza Meloni. Che non è consentito al governo provare a contrastare l’immigrazione legale di massa? Che qualunque legge si faccia e qualunque procedimento si costruisca, una parte politicizzata della magistratura è pronta a mettersi di traverso?”. “Non lo so, ma in ogni caso – sottolinea la presidente del Consiglio – mi dispiace se deluderò più di qualcuno: perché noi siamo particolarmente ostinati e continueremo a fare del nostro meglio per rispettare la parola che abbiamo dato agli italiani e per far rispettare le regole e le leggi dello Stato italiano e faremo tutto quello che serve per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini”. (