La brutalità dell'ideologia
Scontri a Torino, Gioventù nazionale denuncia: “Antifascismo e violenza, una lunga storia d’amore”
I giovani di destra sono indignati per gli scontri provocati dagli antagonisti a Torino domenica scorsa. Stiamo parlando di una vera e propria guerriglia urbana, che ha portato al ferimento di diversi agenti. Ed è per questo che Gioventù nazionale ha scelto di affidare ai social una protesta pacifica, ma forte nei toni. Nella grafica pubblicata dal movimento giovanile su Instagram c’è la foto di un manifestante con il volto coperto, intento a lanciare un sasso. Dalla figura spunta anche una frase a caratteri cubitali e dal significato inequivocabile: “Antifascismo e violenza, una lunga storia d’amore”. Perché negli ultimi tempi, l’estrema sinistra ha rivendicato una resistenza contro un regime che non esiste, giustificandosi con scuse fallaci per la scia di caos che i suoi adoratori hanno seminato nelle piazze italiane. Basti pensare alle proteste Pro-Pal.
Gioventù nazionale sferza gli antagonisti: “Antifascismo e violenza, una lunga storia d’amore”
Assieme all’immagine forte ed evocativa, i ragazzi di destra hanno scelto di lasciare un comunicato nella descrizione, spiegando il proprio punto di vista sulle ultime vicende. “Quanto accaduto negli scontri provocati dai militanti antifascisti a Torino è disgustoso. Diversi agenti feriti dai soliti facinorosi, conosciuti e coccolati dalla sinistra, che non conoscono il senso della vita, della civiltà e della parola”. Poi hanno ribadito ancora una volta i rischi comportati da simili atteggiamenti: “La violenza della sinistra radicale è sotto gli occhi di tutti. Non si può restare a guardare davanti a uno scempio simile”. Il movimento giovanile, però, non ha dimenticato di manifestare la propria vicinanza alle forze dell’ordine: “Esprimiamo solidarietà a tutti gli agenti feriti durante le violenze degli antagonisti”.
Basta con la violenza ideologizzata
Il nostro Paese ha subito gravi danni anche nel dopoguerra. Lo dimostrano gli attentati terroristici che, dalla fine degli anni ’60 all’inizio degli ’80, hanno sporcato di sangue le vie della penisola da nord a sud. Quell’epoca è finita da un pezzo, ma ha assunto un nome che gli storici hanno codificato con grande precisione: gli anni di piombo. Dunque, Gioventù nazionale ha lanciato un appello al ritorno della legalità: “L’Italia non merita di cadere nuovamente nel baratro della violenza ideologizzata. Per questo, oggi come ieri, ripetiamo il nostro appello: chiudiamo i centri sociali!”. L’ultima frase del movimento giovanile non rappresenta uno slogan, ma una richiesta di giustizia sociale per tutti. Insomma, sembra che i ragazzi di destra abbiano colto l’insegnamento di Isaac Azimov, scrittore e scienziato americano: “La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”.