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Sanremo, Laura Pausini e il “tifo” del Papa

Festival benedetto?

Sanremo, Dio, Papa, famiglia: una Pausini “sovranista” può contare sul tifo del Pontefice, estimatore col monsignore “fan”

Cronaca - di Giulia Melodia - 24 Febbraio 2026 alle 13:54

C’è chi a Sanremo cerca la provocazione a tutti i costi, chi usa il palco dell’Ariston per improbabili sermoni progressisti e chi, come Laura Pausini, preferisce restare fedele a quel trinomio che qualcuno, con un pizzico di stizza, definirebbe “sovranista”: Dio, Patria e Famiglia. Una triade indissolubile e un’identità forte, quella della cantante romagnola, che stasera – al fianco di Carlo Conti – potrebbe contare su un telespettatore d’eccezione tra le mura leonine: niente poco di meno che il Papa.

Sanremo, il Papa fan di Laura Pausini, seguirà il Festival?

Perché la domanda che in molti si pongono oggi, a poche ore dalla diretta dall’Ariston, è proprio questa: chissà se, quest’anno, tra le mura vaticane risuoneranno anche le note di Sanremo. La curiosità nasce dall’udienza privata di Leone XIV con Laura Pausini, il 12 novembre scorso nell’Auletta dell’Aula Paolo VI. Durante l’incontro, il Pontefice avrebbe pronunciato una frase che ha catturato l’attenzione di tutti e sollecitato al curiosità dei più: «Sono suo fan dal primo Sanremo, quello del 1993», ricordando con precisione la vittoria tra le “Nuove Proposte” dell’artista allora esordiente.

Il Monsignore “fan numero uno” della cantante in America Latina

Non solo. Perché a fare compagnia al Pontefice potrebbe esserci monsignor Edgard Iván Rimaycuna Inga, cappellano di Sua Santità, indicato dallo stesso Papa come “il fan più grande dell’America Latina” della Pausini. Il sacerdote peruviano è, infatti, iscritto al fan club della cantante nel suo Paese, dove Laura Pausini gode di un seguito straordinario. Secondo quanto trapelato da fonti vaticane e rilanciato dall’Adnkronos, il Santo Padre sarebbe dunque un ammiratore della “divina” Laura. Una passione condivisa dal suo segretario, monsignor Edgard Rimaycuna Inga, definito nientemeno che il “fan numero uno” della cantante in America Latina, con tanto di iscrizione ufficiale al fan club peruviano.

Laura Pausini a Sanremo col Papa tra i supporter: dal no a “Bella Ciao” alla benedizione vaticana

Non deve stupire, del resto, questo feeling tra il Cupolone e l’artista di Solarolo. In un mondo dello spettacolo che spesso si piega al conformismo del politicamente corretto, la Pausini ha dimostrato più volte di non aver paura di andare controcorrente. Impossibile dimenticare il suo netto rifiuto a intonare “Bella Ciao”: un gesto di coerenza per chi ritiene che la musica debba unire. E non certo essere piegata a strumentalizzazioni “partigiane” (letteralmente)… Così, mentre altri colleghi si affannano a rincorrere l’ultima moda ideologica, Laura porta nel mondo l’immagine di un’Italia orgogliosa delle proprie radici. Legata a quei valori tradizionali che evidentemente risuonano anche oltretevere.

Da Sanremo e fino al Vaticano, note di coerenza e identità

Le parole hanno strappato sorrisi e, oggi, alimentano un interrogativo curioso e leggero: tra i corridoi silenziosi e le stanze illuminate del Palazzo Apostolico, qualcuno si fermerà davanti allo schermo durante le serate del Festival? Non per il televoto o le polemiche. Ma per ascoltare canzoni capaci di parlare di pace, fragilità e speranza. Tutti temi che attraversano tanto il palco dell’Ariston. Quanto il magistero pontificio.

Un Festival benedetto?

Pertanto, se stasera il Papa dovesse davvero concedersi una pausa dai dossier internazionali per sintonizzarsi su Rai Uno, lo farebbe per ascoltare una donna che ha fatto della pulizia dei sentimenti il suo marchio di fabbrica. Tra i corridoi del Vaticano, il tifo è già partito. E chissà che, tra una nota di speranza e un inno alla vita, questo Sanremo non finisca per essere il più “tradizionalista” degli ultimi anni. Con buona pace dei censori della sinistra, che vede nel tricolore e nella fede fastidiosi tabù.

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di Giulia Melodia - 24 Febbraio 2026