Nuovi guai
Ranucci denunciato all’Agcom. Il Comitato Sì Riforma: «Violata la par condicio. Chiediamo un minimo di decenza»
Il presidente Zanon: «Domenica Report si è occupata del referendum per circa un'ora e mezza e raramente ho visto una trasmissione più faziosa, unidirezionale, piena di demonizzazioni, anche piuttosto di basso livello, nei confronti della riforma e dei suoi stessi sostenitori»
Nuovi guai per Sigfrido Ranucci, già nella bufera per lo scambio di messaggi con Maria Rosaria Boccia in cui i due parlano di una presunta «lobby gay»: il Comitato “Sì Riforma” ha denunciato Report all’Agcom dopo la puntata di domenica scorsa in cui la trasmissione «non ha rispettato la par condicio esercitando influenza per il No e omettendo di dare tempo e spazio al Sì». «Non è accettabile», sottolinea il Comitato, ricordando che «la par condicio per il referendum sulla giustizia è iniziata il 14 gennaio» e spiegando di essere in attesa di una risposta dall’Agcom.
Nuovi guai per Ranucci: il Comitato “Sì Riforma” denuncia Report all’Agcom
«Per circa un’ora e mezzo Report si è occupata del referendum e raramente ho visto una trasmissione più faziosa, unidirezionale, piena di demonizzazioni, anche devo dire piuttosto di basso livello, nei confronti della riforma e dei suoi stessi sostenitori», spiega in un video sui social il presidente del Comitato “Sì Riforma”, Nicolò Zanon, professore di Diritto costituzionale all’Università di Milano, già vicepresidente della Corte Costituzionale e già membro del Csm.
Zanon: «Com’è possibile che succeda su una rete del servizio pubblico?»
«Dopodiché ci siamo preoccupati di capire come fosse possibile che su una rete del servizio pubblico potesse avvenire tutto questo, ma sono rimasto anche un po’ stupito di apprendere dal sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che tutto questo è avvenuto durante il cosiddetto periodo di par condicio», prosegue Zanon, ricordando che «la par condicio è entrata in vigore il 14 gennaio, una volta indetto il referendum costituzionale per il 22 e 23 marzo» come indicato dallo stesso sito dell’Agcom.
Una puntata «unidirezionale e piena di demonizzazioni»
«La par condicio – ricorda ancora il giurista – dice che durante il periodo della “pari condizione” tra i sostenitori di tesi opposte, registi e conduttori di trasmissioni televisive come Report sono tenuti a non esercitare alcuna forma di influenza e a non fornire, neanche in forma indiretta, indicazioni o preferenze di voto. Ma in questa trasmissione è avvenuto esattamente il contrario, il conduttore ha esercitato, altro che in forma indiretta, in forma palese e diretta la propria influenza per screditare la tesi che ovviamente non gli piaceva».
Le ragioni della denuncia: «Chiediamo un minimo di equità e di decenza»
«E allora nella mia qualità di presidente nazionale del Comitato Sì Riforma sono andato sul sito dell’Agcom ho visto che si possono fare delle segnalazioni di violazioni gravi come questa, l’ho compilata e di fronte a voi mi accingerei a inviarla. Spero che la spettabile Autorità garante voglia svolgere le dovute verifiche e accertare le eventuali irregolarità che a me appaiono palesi e trarne le conseguenze di legge», ha concluso Zanon, che dopo aver inviato in diretta la segnalazione ha sottolineato che «abbiamo fatto il nostro dovere di cittadini che chiedono un minimo di equità e di decenza».