L'odio dell'estrema sinistra
Quentin, quando Melenchon aizzava i suoi contro le ragazze di Nemesis: «Portatemi il loro scalpo»
Se l’odio politico verso i ragazzi francesi di destra è cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli anni, la colpa è soprattutto dell’estrema sinistra. A partire dal leader de La France Insoumise Jean-Luc Melenchon che due anni fa, in un comizio a Nantes, aveva pronunciato una frase inquietante contro il collettivo femminile Nemesis: «Portatemi il loro scalpo e non se ne parli più». Una richiesta rivolta al servizio d’ordine, che denota una mancanza di rispetto totale nei confronti delle donne e del pensiero opposto. E qualcuno ha persino il coraggio di definirsi femminista, tra le loro schiere. Stiamo parlando di un episodio inquietante che Astrid, responsabile del collettivo Nemesis in Italia, aveva già raccontato in un’intervista esclusiva al Secolo d’Italia.
Al di là di ciò, c’è anche un altro episodio scandaloso che si è verificato dopo la morte di Quentin Deranque a Lione, pestato dagli antifascisti mentre cercava di proteggere le giovani femministe di destra. Dopo l’accaduto, Melenchon anziché unirsi al cordoglio ha sostenuto che ad essere aggrediti sono stati quelli de La France Insoumise. Ci vuole una faccia tosta per affermare tutto ciò, specialmente dopo che diversi testimoni hanno detto di aver riconosciuto tra gli aggressori di Quentin l’assistente parlamentare del suo compagno di partito Raphael Arnault, ossia Jacques Elie Favrot, ora sospeso dall’Assemblea nazionale.
Quando Melenchon disse: «Portatemi lo scalpo di quelle ragazze»
La scia di odio e vittimismo insensato de La France Insoumise, però, non si ferma alle parole di Melenchòn. Il partito di estrema sinistra, dopo i massacri del 7 ottobre 2023, ha abbracciato completamente la causa pro-Pal senza mai condannare i terroristi di Hamas. Insomma, il rancore è di casa tra le truppe dei ben noti antifascisti militanti. Il ministro dell’interno Laurent Nuñez ha sottolineato che «esistono legami forti tra La France Insoumise e la Jeune Garde». Persino i socialdemocratici de La Place Publique, guidati da Raphaël Glucksmann, hanno preso le distanze da Melenchòn. Il leader dei progressisti ha definito «impensabile» un’alleanza della sinistra con La France Insoumise in vista del voto per l’Eliseo del 2027, accusando il capo dell’ultrasinistra e la deputata pro-Pal Rima Hassan di «versare benzina sul fuoco».