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Quentin, Marion Maréchal bacchetta Macron: “Nessuna ingerenza italiana. Lui è l’ultimo a poter dare lezioni”

Quentin, Marion Maréchal bacchetta Macron: “Nessuna ingerenza italiana. Lui è l’ultimo a poter dare lezioni”

Politica - di Elsa Corsini - 23 Febbraio 2026 alle 18:01

Nessun intromissione italiana nella politica francese, l’Eliseo può stare tranquillo. La sorprendente reazione del presidente Emmanuel Macron alle dichiarazioni della premier Meloni sulla violenza politica che rischia di insanguinare l’Europa dopo l’omicidio dello studente di destra Quentin Deranque non è piaciuta neppure in patria.

Marion Maréchal punzecchia Macron: nessuna ingerenza di Meloni

Questa volta è l’eurodeputata francese Marion Maréchal, leader di Identitè-Libertès che a Strasburgo si colloca con la famiglia dei conservatori di Ecr, a bacchettare monsieur le président. Che non solo con la sua replica stizzita (“Che ognuno resti a casa propria e le pecore saranno ben custodite”) dimostra di non aver compreso le preoccupazioni del governo italiano sull’escalation di violenze che non è un problema francese. Ma che non ha i titoli per dare lezioni di bon ton  sui rapporti tra Paesi alleati.

Il presidente è poco credibile dopo la morale all’Italia sullo stato di diritto

L’intervento di Meloni – dice Marion Maréchal dai microfoni della tv pubblica Public Sénat – non deve essere interpretato come una volontà di ingerenza politica. “Giorgia Meloni ha rivolto un messaggio di vicinanza a Quentin, poiché l’Italia è traumatizzata dagli omicidi a sfondo politico. Emmanuel Macron è in una posizione poco credibile per lamentarsi di una presunta ingerenza. Lui che aveva fatto la morale sullo Stato di diritto in occasione dell’elezione di Meloni”. Il riferimento è all’operazione ‘attenti al lupo’ del presidente francese all’indomani dell’insediamento a Palazzo Chigi della “pericolosa” premier sovranista. Quando esortò l’Europa a vigilare sul rischio che le conquiste civili potessero essere messi in pericolo dal governo Meloni.

Intervistata a caldo da un quotidiano italiano dopo i fatti di Lione, la leader di Identitè-Libertès, commentando il filo rosso che unisce la Giovane Guardia antifascista di Raphael Arnault, parlamentare di France Insoumise, alla rete dei centri sociali italiani, aveva apprezzato la posizione del governo italiano. “L’Italia fa bene a inquietarsi perché ha già vissuto gli Anni di Piombo e credo che l’ultima cosa che vogliate sia il loro ritorno a causa anche del contributo dell’estrema sinistra francese. Il nostro governo dovrebbe semmai imitare le misure speciali che ha iniziato a prendere il governo italiano. E iniziare a cooperare con quest’ultimo per condurre un’azione giudiziaria sugli antifa a tutela della sicurezza dei nostri paesi”.

La preoccupazione italiana per l’escalation di violenze

Per la cronaca la presidente del Consiglio, all’indomani del pestaggio mortale a Quentin nel nome dell’antifascismo militante, aveva espresso solidarietà alla Francia. Con un invito alla responsabilità oltre i confini del ‘fatto di cronaca’ di Lione (come lo ha circoscritto Macron). “La morte di un ragazzo poco più che ventenne, aggredito da gruppi riconducibili all’estremismo di sinistra e travolto da un clima di odio ideologico che attraversa diverse nazioni, è una ferita per l’intera Europa. Nessuna idea politica, nessuna contrapposizione ideologica può giustificare la violenza o trasformare il confronto in aggressione fisica. Quando l’odio e la violenza prendono il posto del dialogo, a perdere è sempre la democrazia”.

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di Elsa Corsini - 23 Febbraio 2026