Intervista al Secolo
“Quentin è stato vittima dell’antifascismo militante”. Parla Astrid del Collettivo Nemesis (video)
«Quentin è stato vittima dell’antifascismo militante, al 100%». Queste le parole di Astrid, responsabile del Collettivo Nemesis in Italia, intervistata dal Secolo d’Italia sull’omicidio di Quentin. Il giovane si trovava a un presidio del movimento femminista di destra, per proteggere le ragazze nel caso in cui fossero state aggredite. È stato massacrato di botte e ucciso dagli antifascisti, che non si sono fermati neanche davanti alle ragazze. «Gli antifascisti hanno attaccato contemporaneamente le ragazze e i ragazzi, che non le hanno potute aiutare». E ancora: «Una di loro è stata strangolata e buttata a terra. Ha preso dodici giorni di prognosi per incapacità totale di lavorare».
«Quentin è stato ucciso dall’antifascismo militante». Parla Astrid, del Collettivo Nemesi in Italia
Sull’Italia, Astrid ha parlato di un brutto presagio all’orizzonte: «Penso che tutto quello che succede in Francia, poi avviene anche in Italia. È da sei anni che stiamo denunciando la violenza che già vediamo attivamente nelle strade. Inoltre, «lo Stato e i partiti politici hanno incoraggiato questi comportamenti violenti. Melenchon una volta ha detto che bisognava scalpare le ragazze di destra».
Stiamo parlando di una pratica macabra e inquietante, che consiste nell’asporto di una parte del cranio come sfregio alla persona morta. La responsabile delle militanti di destra è basita dalle parole del capo dell’estrema sinistra, «soprattutto perché lui è stato un militante politico». Ma alla fine, senza pensarci su «ha dato credito a questi atteggiamenti violenti nei nostri confronti». Infine, ha concluso un’intervista con un appello: «Se vedete che ci sono comportamenti del genere anche in Italia e se non vengono puniti abbastanza, sappiate che sono le premesse di quello che è accaduto in Francia».
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