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L’ex principe Andrea escluso dalla successione? Lo chiedono governo e sudditi

Londra sotto choc

Politici e sudditi sul piede di guerra: Andrea mai Re. Il piano del governo per cacciarlo dalla linea di successione

Dopo lo scandalo Epstein, l'arresto, le accuse e le perquisizioni, l'ex Principe spogliato dei titoli potrebbe essere escluso con una legge "ad hoc" dalla linea dinastica per il trono. Lo chiedono il governo e la popolazione tramite un sondaggio verità

Cronaca - di Bianca Conte - 21 Febbraio 2026 alle 13:55

Caso Epstein, lo scandalo è esploso in tutto il suo fulgore, e le deflagrazioni che stanno facendo tremare Buckingham Palace non accennano a smorzarsi, anzi… Governo e opinione pubblica britannici invocano a viva voce l’esclusione di Andrea dalla successione. E intanto, dopo l’arresto e le 12 ore in custodia di venerdì, anche stamani, secondo la rete britannica Bbc, diverse auto civetta della Polizia sono state viste entrare nel Royal Lodge, residenza in cui l’ex Duca di York ha abitato per anni. E stando all’emittente d’oltremanica, la perquisizione potrebbe andare avanti fino a lunedì.

Royal Lodge al setaccio e conferme da governo e sudditi: Londra non vuole che Andrea sia re

Il cerchio si stringe attorno ad Andrea Mountbatten-Windsor. L’ex Duca di York, già privato dei titoli reali, si trova oggi al centro di una tempesta politica e giudiziaria che potrebbe portarlo all’esclusione definitiva dalla linea di successione al trono britannico. Le recenti indagini su un presunto abuso di ufficio e la condivisione di informazioni riservate con Jeffrey Epstein hanno innescato una reazione senza precedenti da parte di Parlamento e sudditi.

L’ex Principe Andrea nei guai fino al collo: le indagini e le accuse

La posizione dell’ex principe è precipitata dopo un interrogatorio di dodici ore e le perquisizioni della polizia presso il Royal Lodge, la sua residenza a Windsor. Secondo le indiscrezioni giornalistiche (quelle del Telegraph e del Daily Mail, tra gli altri), Andrea avrebbe inviato a Epstein rapporti ufficiali riservati su missioni commerciali in Asia e opportunità di investimento in Afghanistan tra il 2010 e il 2011, quando ricopriva il ruolo di inviato speciale per il commercio del Regno Unito. A complicare il quadro, inoltre, emergono legami commerciali tra il suo principale consigliere, David Stern, e il governo cinese.

Il fronte popolare emette la sua sentenza in un sondaggio: Andrea sia escluso dalla successione

Ad oggi, dunque, l’opinione pubblica sembra aver già emesso la sua sentenza. Un sondaggio YouGov rivela che l’82% dei cittadini chiede l’esclusione permanente di Andrea dalla successione (dove attualmente occupa l’ottavo posto). Mentre quasi la metà degli intervistati (una cifra pari al 43% degli interpellati) invoca anche la rimozione della South Atlantic Medal: il riconoscimento per il servizio prestato durante la Guerra delle Falkland, segno di un legame ormai definitivamente compromesso, se non addirittura reciso, con il sentimento nazionale.

La risposta della politica: verso una norma “ad hoc”

Nel frattempo, il governo laburista sta studiando concretamente l’introduzione di una norma per rimuovere Andrea dalla linea di successione. Il sottosegretario Luke Pollard ha confermato alla Bbc che il governo sta lavorando con Buckingham Palace a piani legislativi specifici per impedire che l’ex Duca possa trovarsi «a un passo dal trono», definendo tale mossa come «la cosa giusta da fare», a prescindere dall’esito finale delle indagini.

Sì, perché secondo la legge britannica, in teoria Andrea potrebbe mettersi la corona in testa anche se venisse processato e condannato, nell’ipotesi assai improbabile che i sette che lo precedono nella linea di successione venissero a mancare prima di lui. Perché ciò non avvenga, sarebbe necessario che il Parlamento approvi uno specifico provvedimento di estromissione. E che questo sia successivamente ratificato da tutti i Paesi Commonwealth.

Perché il fratello del Re non è poi così lontano da un possibile trono…

Del resto, pur essendo solamente ottavo nella linea di successione, Andrea non è affatto lontano dal trono, essendo il solo over-21, dopo il Principe William e il Principe Harry, a figurare nella lista. Un terzo posto di fatto, considerato che in questo momento, prima di lui, e dopo William pronto alla Corona – e dopo i principini George (12 anni), Charlotte (10 anni), Louis (7 anni). E dopo Harry al quinto posto, seguito dai figli Archie (6 anni) e Lilibet (4 anni) – sono solamente i due figli di Re Carlo ad aver superato la maggiore età.

Non solo. Anche dalle opposizioni arrivano segnali di fumo che denunciano un’inclinazione alla chiusura del file reale. Andrew Bowie (conservatore e segretario di Stato ombra, cioè di opposizione, nella Scozia che non ha mai amato troppo la monarchia,) ha invitato Andrea a farsi da parte volontariamente. Definendo la possibile uscita di scena un atto «decente». Mentre Stephen Flynn (leader dello Scottish National Party) ha dato voce alla rabbia pubblica per i legami con Epstein, asserendo con nettezza che «l’opinione pubblica sarà giustamente arrabbiata per il fatto che un uomo che ha mentito sul fatto di essere amico di Epstein possa ancora essere sulla buona strada per diventare capo di Stato». Sir Ed Davey (leader dei Liberaldemocratici britannici) ha invocato maggiore trasparenza parlamentare per proteggere l’istituzione monarchica.

La patata bollente (e la sfida) nelle mani di Starmer

La palla passa ora al primo ministro Keir Starmer. Sebbene un decreto reale non sia sufficiente per modificare la linea di successione — rendendo necessario un atto del Parlamento di Westminster — la procedura appare complessa poiché richiederebbe la ratifica di tutti i 15 Paesi del Commonwealth (tra cui Canada e Australia) che riconoscono il Re come Capo di Stato. Da Downing Street trapela che la legge potrebbe essere varata una volta conclusa l’inchiesta, segnando la fine definitiva della vita pubblica del terzogenito di Elisabetta II. Ma tutto è ancora, rumorosamente e caoticamente in fieri

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di Bianca Conte - 21 Febbraio 2026