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“Più sbirri morti, più orfani”: scritte infami all’Università di Torino. Bernini: “Denunciamo: è esaltazione della violenza”

Okkupanti pro Askatasuna

“Più sbirri morti, più orfani”: scritte infami all’Università di Torino. Bernini: “Denunciamo: è esaltazione della violenza”

Politica - di Adriana De Conto - 4 Febbraio 2026 alle 18:00

Istigazioni a delinquere sui muri dell’Università di Torino “+ sbirri orfani / + orfani / + vedove”, “+ pirati – sbirri”, “Free Gaza / Dalla terra al mare / Sappiamo da che parte stare”: slogan che parlano il linguaggio dell’odio e della violenza, affiorati negli spazi occupati dell’ateneo alla vigilia della manifestazione di sostegno ad Askatasuna andata in scena sabato scorso. Il ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini è sgomenta. Posta su X queste infamità ed è pronta a denunciare.

Bernini posta le foto choc degli okkupanti a sostegno di Askatasuna

“Queste sono alcune delle immagini comparse negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso. Non si tratta soltanto di uno sfregio di spazi pubblici né di una grave offesa alla comunità accademica torinese e all’intero sistema universitario italiano. Queste immagini – scrive su X- rappresentano un manifesto politico esplicito: la violenza elevata a metodo di azione; l’aggressione alle forze dell’ordine rivendicata come pratica politica, l’attacco allo Stato come forma di eversione e la negazione stessa delle istituzioni democratiche”.

Bernini: “L’aggressione alle forze dell’ordina come pratica politica”

Quelle scritte oltraggiose gridano vendetta. “Di fronte a fatti di questa gravità, la sola condanna non è più sufficiente. Il ministero dell’Università e della Ricerca, in pieno sostegno all’Università di Torino, intende presentare denuncia per individuare e perseguire i responsabili di questo gesto inaccettabile. L’Università è e deve restare un luogo di libertà, di confronto e di rispetto. La violenza non è un’opinione”. I lasciti di quell’infame sabato torinese non finiscono mai di inorridire

“Accampamento” dentro l’Ateneo di Torino

Dal sito LaVoce.it si apprende che  l’Università di Torino intende presentare il contro agli antagonisti dopo l’occupazione di Palazzo Nuovo, avvenuta tra mercoledì e sabato della scorsa settimana, nei giorni che hanno preceduto il corteo per Askatasuna. Praticamente un “bivacco”. Una cifra che arriva al termine delle prime verifiche effettuate dall’ateneo dopo la riapertura dell’edificio e che fotografa l’impatto concreto dell’occupazione. Secondo quanto ricostruito dall’università, all’interno di Palazzo Nuovo hanno dormito diverse persone; mentre giovedì sera si sarebbe svolta una vera e propria festa che ha concentrato centinaia di partecipanti nell’atrio. I danni contestati riguardano interventi di tinteggiatura, il ripristino dell’impianto di videosorveglianza, che era stato oscurato con vernice rossa, bagni intasati, oltre alle operazioni di pulizia e igienizzazione rese necessarie prima della riapertura al pubblico.

 Salvini: “Cervelli vuoti”

A descrivere la scena è stato il prorettore Gianluca Cuniberti, che ha parlato di una situazione giudicata particolarmente critica sotto il profilo della sicurezza. Da ieri mattina Palazzo Nuovo ha riaperto regolarmente e le attività universitarie sono riprese. Anche se all’interno dell’edificio restano ancora evidenti i segni di quelle scritte infami e grondanti sangue. Una ferita ancora visibile, destinata a pesare sul dibattito politico e istituzionale che da giorni accompagna il caso Askatasuna.  “Cervelli vuoti”. Così, in un post su X, il leader della Lega Matteo Salvini, commentando alcune scritte choc negli spazi occupati dell’Università di Torino alla vigilia della manifestazione a sostegno di Askatasuna di sabato scorso. Una delle scritte riporta: ‘+sbirri morti, +orfani, +vedove’

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di Adriana De Conto - 4 Febbraio 2026