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Piantedosi: “Violenza contro lo Stato, dinamiche terroristiche. Ora tutti condannino, basta ipocrisie e coperture”

L'informativa dopo gli scontri

Piantedosi: “Violenza contro lo Stato, dinamiche terroristiche. Ora tutti condannino, basta ipocrisie e coperture”

Nel corso dell'informativa al Parlamento il ministro dell'Interno ha sottolineato la strategia eversiva dietro gli scontri di Torino. "Con i disordini si punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti. Chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità"

Politica - di Stefania Campitelli - 3 Febbraio 2026 alle 16:41

Nessun dubbio sulla strategia criminale che richiama a dinamiche terroristiche della guerriglia di sabato a Torino. Un innalzamento dell’asticella del conflitto che sa di guerra allo Stato di fronte alla quale non sono accettabili distinguo e condanne timide. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella informativa alla Camera dopo le violenze alla manifestazione pro Askatasuna riassume lo stato dell’arte, a partire dall’esito della ‘primissima attività di indagine’. E invita a una risposta di condanna ferma e unanime. “Sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Tra di esse anche un ventiduenne che, dall’analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all’aggressione dell’agente di polizia e alla sottrazione dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale è stato anche denunciato per rapina in concorso”.

Piantedosi in Aula: dietro gli incidenti una precisa intenzione eversiva

Dietro gli incidenti non c’è un deficit prevenzione – sottolinea il ministro nel corso dell’informativa in Aula – ma una precisa intenzione criminale”. Viene ricordata la genesi del corteo, preceduto da un’assemblea di Askatasuna all’Università nel quale non si nascondeva l’obiettivo. Si parlava esplicitamente di “resa dei conti con lo Stato democratico”. “Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni”, ha sottolineato il titolare del Viminale. E che, attraverso i disordini e la violenza, “punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti“. Quanto avvenuto a Torino, avverte, “dimostra in modo chiaro che siamo ormai di fronte a episodi di violenza organizzata contro lo Stato, contro le forze dell’ordine. Rispetto ai quali non ci possono essere ipocrisie, silenzi o ambiguità, ma solo una ferma condanna”. Il messaggio al Parlamento e alla società civile è chiaro. “Tutti devono prendere atto che non ci troviamo in presenza di una vera e propria, sistematica strategia di eversione dell’ordine democratico”.

I manifestanti ‘pacifici’ hanno fatto scudo per nascondere i violenti

Parole ultimative anche di fronte alla narrazione dei pochi incappucciati infiltrati e isolati. ”È bene uscire  da un’ulteriore ipocrisia sulla presunta differenza e distanza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici. Le forze di polizia riferiscono che molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico, anche aprendo gli ombrelli, per impedire che potessero essere visti i gruppi più violenti”. Non meno gravi le coperture politiche. “I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente. Talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Credo – ha aggiunto – che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità”.

Il lavoro degli agenti ha evitato danni ben più gravi

Il grande lavoro svolto dalle forze dell’ordine – ha aggiunto Piantedosi – “ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti”. Massima guardia, dunque e un invito alla alla condanna unanime. ”Anche nei momenti più difficili della nostra storia repubblicana le istituzioni e tutte le forze politiche hanno avuto la maturità e la capacità di attingere ad una riserva di saggezza e di equilibrio nell’interesse generale dei cittadini. E sarebbe grave se qualcuno derogasse da questa linea di fermezza contro la violenza politica, soltanto perché alla guida del Paese c’è un governo di Centrodestra. L’auspicio – ha sottolineato il ministro dell’Interno – è che tutte le forze politiche presenti in Parlamento riescano a trovare una sostanziale convergenza. Per respingere, senza ipocrisie o infingimenti, ogni tentazione di blandire o giustificare queste espressioni eversive e antidemocratiche. Sostenendo le forze di Polizia attraverso l’individuazione di ulteriori misure di tutela da ogni violenza e forma di aggressione”.

La Procura procede per il reato di devastazione

Il ministro ha informato poi che la procura di Torino procederà per il reato di devastazione, al momento contro ignoti. Sul tavolo dei pm è arrivata una prima informativa della Digos e ne sono attese altre. Intanto nelle prossime ora arriverà la decisione del gip per i tre arrestati: il 22enne grossetano Angelo Francesco Simionato, ritenuto di aver fatto parte del gruppo che ha accerchiato e aggredito il poliziotto Alessandro Calista, e i due torinesi Pietro Desideri di 31 anni e Matteo Campaner di 35 anni, accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Per tutti e tre la procura di Torino ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura in carcere.

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di Stefania Campitelli - 3 Febbraio 2026