La lagna social
Perché Rula Jebreal viene citata 24 volte negli Epstein files? “Colpa della mafia filo-israeliana”, dice lei
Ventiquattro citazioni per Rula Jebreal nella enorme mole di documenti Epstein files sono una goccia nell’oceano delle documentazione del finanziere pedofilo, ma che balzano agli occhi dell’opinione pubblica italiana.
La giornalista palestinese, icona della sinistra italiana e pasionaria dei pro-Pal, ha dato la sua versione dei fatti con un messaggio social. «Epstein era un’operazione di ricatti sessuali israeliani…le email mostrano lui e i suoi sodali che mirano ad aiutare lo stato genocidario israeliano. L’unico motivo per cui cercano di infangare chi denuncia lo scandalo perché hanno ricevuto direttive della mafia filo-israeliana».
Rula Jebreal grida quindi al complotto, ma andiamo a vedere nel dettaglio le occasioni in cui la Jebreal, compagna (dal 2007 al 2011) di Julian Schnabel, pittore e regista newyorchese, viene citata.
Il nome di Schnabel compare 48 volte nei documenti resi pubblici dal dipartimento di Giustizia Usa. Molte le ripetizioni. Così come quello di Jebreal, come ricostruisce l’agenzia di stampa LaPresse, che compare 24 volte. Anche in questo caso, molte sono le ripetizioni. Un documento, in particolare, indica la possibile presenza di Schnabel a un evento organizzato nella lussuosa residenza newyorchese di Epstein nell’Upper East Side. È un’email datata 25 agosto 2010, inviata a Epstein da un mittente coperto da omissis, nel quale è presente la lista degli invitati a una “colazione per lo Yom Kippur”, la festività ebraica.
Da Epstein a Weinstein: i contatti di Rula Jebreal secondo la ricostruzione de LaPresse
Tra gli invitati che avrebbero all’epoca accettato l’invito è presente, tra i tanti nomi famosi, anche quello di Schnabel. Non è dato sapere se l’artista abbia effettivamente preso parte all’evento. Nei documenti nei quali compaiono i nomi di Schnabel e Jebreal ci sono anche gli inviti, presumibilmente indirizzati a Epstein, a serate e proiezioni nelle quali la coppia era presente. È il caso di un doppio invito, datato 9 dicembre 2010 e 10 dicembre 2010. Il primo era nome della The Weinstein Company – la casa di produzione e distribuzione che faceva capo a Harvey Weinstein, condannato nel 2022 a 16 anni per stupro – e di Julian Schnabel e Rula Jebreal e faceva riferimento a una “proiezione speciale” del film ‘Miral’, diretto da Schnabel e tratto dal romanzo autobiografico di Jebreal, che ne scrisse anche la sceneggiatura.
Il secondo invito faceva invece riferimento a un incontro con l’autrice del romanzo, Jebreal appunto. Location della serata, la residenza newyorchese di Amalia Dayan e Adam Lindemann. Amalya Dayan è la nipote dell’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Dayan, comandante dell’Idf durante la Guerra dei Sei Giorni. Non è possibile accertare se Epstein abbia preso effettivamente parte ai due eventi.
“A volteggiare sul pavimento c’erano Rula Jebreal…”
Altri file nei quali compaiono i nomi della coppia Schnabel-Jebreal riguardano invece email sulla loro partecipazione a eventi cinematografici, come il festival di Cannes, dei quali evidentemente Siegal teneva informato Epstein. Oppure eventi mondani, come un party per ricchi e famosi nell’isola caraibica di Saint Barts, del quale dava conto un articolo dell’epoca dell’Huffington Post, nel quale si legge: “Roman Abramovich era chiaramente il re dell’isola con un nuovo yacht di 152 metri chiamato Eclipse e un nuovo yacht di 91 metri chiamato Luna. Entrambe le imbarcazioni galleggiavano nel porto. La concentrazione di ricchezza, potere, talento e persone meravigliose che correvano, prendevano il sole, facevano surf, andavano in barca e reprimevano la ‘pressione da party’ era uno spettacolo intimidatorio da vedere… Erano gli Oscar, Cannes, Venezia, gli Hamptons, St. Tropez e il Qatar riuniti in uno”.
E ancora, “A ballare scatenati sul palco con Fergie c’erano Dasha, Demi e Ashton, Salma Hayek, Wendi Murdoch e George Lucas. A volteggiare sul pavimento c’erano Rula Jebreal e Julian Schnabel, Stephanie Seymour e Peter Brant, Ellen Degeneres e Portia de Rossi…“. Nella mail che riportava l’articolo, datata 5 gennaio 2011, inviata da Siegal a Epstein, si legge: “Jeffrey: Ecco la versione finale, così come appare oggi sull’Huffington Post. Fammi sapere cosa ne pensi. Baci e abbracci”.