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Omicidio Quentin, Melenchon fa la faccia di bronzo: “Siamo noi quelli aggrediti” (video)

Vittimismo scandaloso

Omicidio Quentin, Melenchon fa la faccia di bronzo: “Siamo noi quelli aggrediti” (video)

Esteri - di Gabriele Caramelli - 16 Febbraio 2026 alle 13:03

«Che sia chiaro, siamo noi quelli aggrediti: riunione dopo riunione». A dirlo non è un rappresentante della destra francese, ma il leader de La France insoumise Jean-Luc Melenchon, che dopo l’omicidio di Quentin a Lione non riesce ancora a condannare la violenza. Anzi fa la vittima, come dimostra un video pubblicato su Instagram dal Collettivo Nemesis, citato anche dal capo dell’estrema sinistra in un suo congresso. Ma il delirio continua: «Alla fine di gennaio, ogni due giorni nelle ultime tre riunioni che ho tenuto siamo stati aggrediti da gente che una volta si chiama “Collectif Nemesis” e altre volte “Noi vivremo».

Al di là del fatto che le contestazioni sono più che legali, le sigle che ha nominato si limitano principalmente a srotolare striscioni per esprimere il dissenso. Insomma, l’estrema sinistra cerca persino di travisare il senso della realtà pur di avere ragione anche quando non ne ha, soprattutto quando dovrebbe semplicemente unirsi al cordoglio o stare almeno in silenzio. Ma non solo, perché Melenchon ha detto che le giovani di destra entrano nelle sale «a urlare, a rotolarsi e a cercare di prendersi le botte. E ogni volta noi li respingiamo prendendoli in giro. A Tolosa non ho fatto nemmeno in tempo a farlo che correvano veloci per arrivare alla porta». Parole che sminuiscono un’atmosfera violenta preoccupante, specialmente nelle associazioni antifasciste, dopo la morte di Quentin.

Omicidio Quentin, Melenchon fa la vittima: «Siamo noi quelli aggrediti»

L’elegia vittimista e assurda di Melenchon prosegue: «Questa gente si vanta di essere venuta a una nostra riunione per impedirle di svolgersi». Un’altra bugia, visto che nessuno ha provato a zittire la deputata di estrema sinistra Rima Hassan, ma di contestarne le convinzioni con uno striscione. Anzi, le ragaze di Nemesis, come spesso è accaduto anche in passato, sono state persino aggredite fisicamente. Il leader di Lfi sembra non finire più le parole per giustificare quanto accaduto a Lione: « Sono loro che vanno da una tv all’altra per dire che “è vergognoso, ci hanno assassinati”. Tutti i racconti fatti nelle ore successive non hanno nulla a che vedere con la realtà. Sono stati ripetuti di ora in ora senza che nessuno si prendesse la briga di verificare se fosse vero o no».

Ci vuole una faccia di bronzo per provare a giustificare quanto accaduto, o addirittura pensare che la narrazione sotto gli occhi di tutti sia in qualche modo fallace. Evidentemente il capo dell’estrema sinistra francese non ha alcuna intenzione di ammettere che negli ambienti antifascisti regna sovrana una violenza che fa davvero spavento. Ma soprattutto, visto che si sta parlando della morte di un giovane, avrebbe dovuto adottare un linguaggio molto meno irrispettoso. Ma è ormai chiaro che la sinistra radicale non ha alcuna pietà verso i propri rivali e i fatti di Lione lo dimostrano chiaramente. 

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di Gabriele Caramelli - 16 Febbraio 2026