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Omicidio Quentin: in manette l’assistente di Arnault, deputato dell’estrema sinistra. Bardella: “Assassini”

Tra gli arrestati due donne

Omicidio Quentin: in manette l’assistente di Arnault, deputato dell’estrema sinistra. Bardella: “Assassini”

Esteri - di Stefania Campitelli - 18 Febbraio 2026 alle 09:01

Non è più un sospetto. È finito in manette Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare (già estromesso dall’accesso all’Assemblea nazionale) di Raphaël Arnault, deputato del partito di estrema sinistra France Insoumise. Era stato subito individuato da diverse testimonianze, prima fra tutte quella del Collettivo femminista Némési, come uno degli autori del pestaggio brutale che è costato la morte al giovane universitario di destra, Quentin Deranque. Insieme Favrot, esponente dei centri sociali francesi collegati alla rete antagonista italiana, anche altri otto sospettati dell’omicidio.

Quentin, arrestato Favrot, collaboratore di Arnault

Dopo aver ascoltato i testimoni, analizzato i video e i dati telefonici, gli investigatori martedì mattina sono riusciti a identificare una parte dei sospetti. E hanno effettuato cinque arresti nel pomeriggio e quattro in serata, secondo il procuratore di Lione Thierry Dran. Il magistrato ha rifiutato di fornire ulteriori dettagli sui profili degli arrestati. Una una fonte vicina al dossier ha precisato all’Afp che si tratta di sette uomini, tra cui Jacques-Elie Favrot, e due donne, tutti sulla ventina. Sei sono sospettati di aver partecipato all’aggressione, gli altri di aver fornito supporto.

In manette anche due donne della Giovane Guardia Antifascista

Sono tutti “ex membri del movimento di estrema sinistra Jeune Garde”, fondato dal deputato del partito di Mélénchon sciolto dal governo nel 2025. Che ieri insieme altri hanno deputati non ha partecipato al minuto di silenzio in memoria di Quentin all’Assemblea nazionale. La regia del partito di Mélénchon è certificata e sta provocando un terremoto politico. Il ministro della Giustizia francese Gérald Darmanin è tornato ad attaccare apertamente La France Insoumise e Raphaël Arnault: “C’è brutalizzazione quando le azioni della Giovane Guardia sono giustificate e il suo leader, già condannato per violenza fisica, viene candidato alle elezioni parlamentari”. Il leader del partito di estrema sinistra si è difeso parlando di una “banda di calunniatori”.

Il premier Lecornu agli Insoumis: fate pulizia tra le vostre fila

Durissima anche l’accusa del premier Sébastien Lecornu all’indirizzo degli insoumis. “Questa sera è stato arrestato un assistente parlamentare di un parlamentare di La France Insoumise. Senza pregiudicare l’esito delle indagini e violare la presunzione di innocenza, ribadisco che sì, è necessario fare pulizia tra le vostre fila. E in fretta”. Il presidente del Rassemblement national Jordan Bardella è andato all’attacco di Mélénchon: “a sua vicinanza a gruppi dell’estrema sinistra, che lui stesso chiama “giovani compagni”, ha spalancato le porte dell’Assemblea nazionale a presunti assassini», si legge su X.

Bardella: spalancate le porte dell’Assemblea a presunti assassini

Arnault, un curriculum fitto di precedenti penali e violenze nel nome dell’antifascismo, ha scritto su X che il suo braccio destro ha cessato tutte le sue attività parlamentari. Precisando di aver avviato già lunedì “le procedure per porre fine al suo contratto”. “Spetta ora all’inchiesta determinare le responsabilità”, ha aggiunto il deputato, che nel 2018 a Lione ha fondato il movimento La Jeune Garde Antifasciste.

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di Stefania Campitelli - 18 Febbraio 2026