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Nordio sfida Anm e pasdaran del no al confronto: “Quando volete, ma si parla di contenuti. Basta  polemiche e toni alti”

Ai giudici manca l'umiltà

Nordio sfida Anm e pasdaran del no al confronto: “Quando volete, ma si parla di contenuti. Basta polemiche e toni alti”

Politica - di Sara De Vico - 21 Febbraio 2026 alle 15:34

“Credo che questa serie di contumelie e banalità che ci sono state rivolte, a cominciare dal fatto che saremmo piduisti che vogliono realizzare il progetto di Gelli o addirittura amici dei camorristi, dipendano dal fatto che l’opposizione non ha argomentazioni razionali da opporre alla riforma”. Il ministro Carlo Nordio intervistato nell’ambito dell’evento “Non c’è Sìcurezza senza giustizia” promosso a Bologna dai gruppi parlamentari di FdI alla Camera e al Senato torna a denunciare la strumentalizzazione del fronte del no dell’appuntamento referendario. E l’assenza di argomentazioni di merito da parte dei pasdaran anti-riforma. Che, per loro stessa ammissione, più che alla giustizia mirano a delegittimare il governo.

Nordio: tante contumelie dimostrano che le opposizioni non hanno argomenti

“C’è purtroppo la vana speranza – ha detto il Guardasigilli – che, nella denegata ipotesi che vincesse il no, allora il governo entrerebbe in crisi. Quello che rende particolarmente importante oggi e direi che attribuisce all’Italia il primo piano nell’ambito europeo è proprio la sua stabilità”. Una stabilità, ha proseguito, che “i nostri avversari politici non hanno mai avuto. E ci invidiano. E cercano di minare con tutti i mezzi compreso quello di fare pensare che un’eventuale vittoria del No potrebbe essere risolutiva. A parte che sono arcisicuro che vincerà il Sì, questo non avrebbe alcuna conseguenza per il governo”.

“Ai magistrati dico abbiate umiltà e buonsenso”

Quindi l’appello all’umiltà e al buonsenso rivolto alle toghe. “Sono tutti bravi e preparati, su questo non c’è dubbio. Qualcuno è anche troppo preparato e, come sapete, spesso il confine tra il genio e il matto è un confine sfumato”, ha ironizzato il ministro, una lunga e stimata carriera in magistratura alle spalle. “Tutti sono sicuramente preparati. Quello che però non tutti hanno – e che dovrebbe essere la caratteristica principale del magistrato – sono l’umiltà e il buonsenso”. Nordio ha ricordato che i magistrati hanno in mano un “potere colossale di limitare la libertà degli individui mandandoli in prigione. E di vulnerare l’onore degli individui facendoli finire sui giornali magari senza ragione o non vigilando abbastanza sulla diffusione delle intercettazioni”.

Meglio leggere una tragedia in più di Shakespeare e un libro di diritto in meno

“Umiltà e buon senso dovrebbero essere i correttivi di questo potere immenso che hanno soprattutto i pubblici ministeri. Umiltà e buonsenso non si imparano dai libri di diritto, ma si imparano molto di più dalla cultura generale. Dovrebbero leggersi una tragedia di Shakespeare in più e magari un libro di diritto di meno. La riforma – ha detto Nordio – tende a liberare le energie di tutti i magistrati bravi, preparati e operosi che, non essendo iscritti a correnti, finora non hanno nessuna possibilità di assumere incarichi epocali”.

“Bene Mattarella, polemica ha rischiato di sfociare in rissa”

Quanto alle polemiche sul Csm  Nordio ha ribadito il plauso al Capo dello Stato Mattarella che ha chiesto di riportare il dibattito nel confine dei contenuti. “C’è stata una accelerazione polemica, nelle settimane precedenti, che ha rischiato di sfociare in una sorta di rissa. E questo come ha bene ricordato il presidente Mattarella che si è rivolto ad entrambe le parti dicendo di riportare la discussione nell’ambito contenutistico e cercate di non alzare i toni. Esortazione che ho accolto con piacere e anche oggi sto cercando spiegare la riforma”.

Sfido l’Anm a parlare con me di argomenti senza polemiche

Nordio torna a sfidare Anm e comitato del no sul terreno dei contenuti della riforma. “Noi cerchiamo il confronto. Loro l’hanno rifiutato con me. L’Anm ha rifiutato il confronto con me, l’ha rifiutato anche il presidente del Comitato del No, perché non hanno argomenti. Io li sfido veramente, quando vogliono, a parlare con me direttamente di argomenti, che siano connessi al contenuto della riforma. Senza polemiche sterili, senza alzare i toni, seguendo l’indirizzo che ha indicato il presidente Mattarella”.

Nessuna lite con Gratteri, ma ha un linguaggio che non è il mio

Nessuna lite con il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, assicura il Guardasigilli. “Ma io con Gratteri non sono mai stato in lite. Anzi, ogni volta che lo vedo, ci scambiamo la mano e qualche volta anche baci e abbracci. Ha un carattere un po’ così, ‘fumino’, è un modo di esprimersi pittoresco che non è il mio. Quando si esagera con gli aggettivi, bisogna anche cercare di abbassare i toni, come dice Mattarella. Forse li abbiamo alzati tutti quanti in questo periodo, da ora in poi cerchiamo di abbassarli”.

 

 

 

 

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