Noia e tragicommedia
Giani celebra l’installazione per Benigni al Parlamento Ue. Non ci resta che piangere… (video)
Il governatore in un video sui social appare entusiasta: "La Toscana, meglio di lui, da chi può essere rappresentata" dice, con buona pace dei grandi talenti che non sono mai stati comunisti
Il governatore della Toscana Eugenio Giani, sostenuto dal centrosinistra, ha deciso di non risparmiare siparietti tragicomici e al limite del noioso. In un video pubblicato sul suo profilo Instagram, appare felice vicino all’installazione dedicata a Roberto Benigni nel Parlamento europeo. E già qualcosa va storto: perché mai i soldi dei contribuenti dovrebbero essere utilizzati per un uomo che ha sempre sostenuto il comunismo? Evidentemente in Ue non sanno scegliere personalità italiane avulse dal contesto politico. Non sia mai che Guglielmo Marconi possa risultare più divisivo dell’attore toscano. «Guardate chi ho incontrato, il mio amico Roberto – afferma Giani -. La Toscana, meglio di lui, da chi può essere rappresentata». Sicuramente ci sono diversi nomi da prendere in considerazione, anche nel mondo cinematografico, tra questi figurano Francesco Nuti, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni. Tutti dediti alla commedia come Benigni, sia chiaro, ma almeno non sono intrisi di ideologie post-comuniste.
Non ci resta che piangere, Giani celebra l’installazione per Benigni al Parlamento Ue
Secondo Giani, si troverebbe davanti a una statua posizionata tra «le immagini che caratterizzano il nostro Paese e l’Europa tutta: Roberto da Vergaio». Ed è subito egemonia culturale di un personaggio che è sempre stato dedito all’internazionalismo e all’europeismo progressista, più che all’Italia. Un’idolatria che come al solito si riflette sulle sponde di una sinistra che fa difficoltà a trovare nuove leve a cui rifarsi, guadagnando una retorica ridondante. Ma la conclusione del video è il vero aspetto fenomenale, quando Giani sostiene: «La vita è quello che Roberto ci ha insegnato». E cioè andare in televisione per ricordarci che siccome abbiamo “la Costituzione più bella del mondo”, non bisognerebbe cambiarla mai e poi mai in base alle esigenze dei cittadini e del Paese. E menomale che il problema è la conservazione dei valori. Anche in questo caso, non ci resta che piangere.
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