L'analisi
Muccino e il nuovo film: uno specchio sull’adolescenza, l’età difficile e controversa
Il regista affronta nella sua nuova opera l'età più difficile per antonomasia, tra crisi ed evoluzioni
Basta un alibi per sentirti apposto con la coscienza?? E così che il film di Gabriele Muccino, “Le cose non dette”, spiazza a furia di colpi di scena. E’ un dramma sulle fragilità delle relazioni in cui due coppie ed una giovane adolescente si ritrovano a fare i conti con segreti , tradimenti e verità taciute durante un viaggio a Tangeri.
Nel tentativo di salvare un rapporto ormai logoro, Carlo professore universitario ed Elisa giornalista affermata decidono insieme ad una coppia di amici Anna e Paolo anch’essi attraversati da tensioni familiari e la loro figlia tredicenne Vittoria di intraprendere un viaggio in Marocco a Tangeri ; la vacanza diventa un vero e proprio punto di non ritorno in quanto a Tangeri sbarca Blu , l’amante studentessa di Carlo.
Durante il viaggio Elisa scopre il tradimento di Carlo, e dalla storia emergono intrecci e tensioni emotive, silenzi e desideri inespressi, mostrando come ciò che non viene detto possa cambiare irrimediabilmente i rapporti umani . Le cose non dette è un film che non si guarda soltanto: si attraversa. È un viaggio dentro le crepe dei rapporti umani, dove ogni gesto trattenuto pesa più di mille parole e ogni silenzio diventa un personaggio a sé.
Le relazioni sono tutte minate dalla paura di perdere
Carlo ed Elena non affrontano i loro problemi ma mentre Elena implode pur di non ferire, Paolo tradisce e il suo tradimento arriva come una ferita annunciata , no per cattiveria ma per fame : fame di essere visti , ascoltati e desiderati. Anna e Vittoria legate da un amore morboso. L’amore di Anna come un nodo stretto soffoca Vittoria stritolandola ma quest’ultima dimenandosi con forza si libererà da questa stretta mortale e pur di cercare aria e spazio uscirà da quella lunga apnea con il colpo di scena tanto a caro a Muccino che lascerà allo spettatore un suggerimento un’ intuizione ma non la certezza del finale .
Paolo, amico della coppia Elena – Carlo , ma particolarmente protettivo nei confronti di Elena per la quale Muccino allude ad un rapporto che va oltre quello amicale, ha un rapporto conflittuale con la moglie Anna con la quale ha creato una distanza parallela a quella emotiva creata con Vittoria, fagocitata dall’apprensione ossessiva della madre.
Le storie dei personaggi
Ogni personaggio porta dentro di sé una storia che non ha mai avuto il coraggio di raccontare. Il non detto diventa una corazza, un alibi emotivo, una scusa per non affrontare il dolore. Ma più cercano di nascondersi, più la verità li insegue. Tutto nel film nasce da ciò che i personaggi non riescono a dire: per paura, per vergogna, per non ferire, per non perdere ciò che amano.
Ma il non detto non protegge: corrode. Le omissioni diventano bugie, le bugie diventano alibi, gli alibi diventano tragedie. Muccino racconta un mondo in cui la verità arriva sempre troppo tardi.
Vittoria , la più fragile del gruppo resta schiacciata dalla tensioni familiari e diventa il simbolo di quanto gli adulti non si rendano conto dei loro silenzi generando nell’adolescente un forte smarrimento che costringerà i genitori e tutto il gruppo a guardare in faccia le conseguenze delle loro scelte .
Un finale amaro
Muccino sceglie un finale amaro ma realistico caratterizzato da coppie che non si ricompongono, relazioni che si sfaldano senza un vero vincitore, ognuno tornerà alla propria vita con la consapevolezza che i silenzi più delle parole hanno distrutto ciò che avevano . I personaggi non trovano una soluzione ma solo la nuda verità di ciò che sono diventati .
Lo spettatore viene lasciato dal regista con una domanda senza risposta: quante volte, per non perdere qualcuno, abbiamo finito per perderci?
Questa dimensione richiama sia alla biologia dell’adolescenza che alla psicologia. Il cervello cresce fino a 24 anni , eliminando rami secchi. L’adolescenza è di per sé una manifestazione che raccoglie intorno le pulsioni e le dinamiche di una condizione border che necessita di ascolto. Il baco si trasforma e può risplendere, attraverso l’oscurità di ciò che sembra frammentato. Per rinascere.