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“Morì a causa del vaccino Covid”, il gip di Genova riapre le indagini su Francesca Toscano. I legali: “Interrogate Speranza”

Nel provvedimento si fa riferimento anche ai verbali del Comitato scientifico che parlavano di non casualità

Cronaca - di Gianni Giorgi - 28 Febbraio 2026 alle 14:28

Il decesso di Francesca Tuscano «è ragionevolmente da riferirsi ad effetti avversi da somministrazione di vaccino anti Covid-19». Lo scrive la gip del tribunale di Genova Angela Maria Nutini, che ha accolto l’opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura nell’indagine sulla morte dell’insegnante 32enne, deceduta tra il 3 e il 4 aprile 2021 dopo la somministrazione del vaccino anti Covid AstraZeneca. Secondo la giudice, la richiesta di archiviazione non può essere accolta. Nel decreto si legge infatti che «la morte va con alta probabilità, se non certezza, ascritta agli effetti avversi causati dalla somministrazione di vaccino anti Covid-19. Né questa circostanza è mai stata contestata da alcuno».

La vicenda

A opporsi alla richiesta della procura è stata la famiglia della giovane, assistita dagli avvocati Federico Bertorello e Tatiana Massara. La gip evidenzia come, «pur non essendo emerse specifiche responsabilità penali a carico del personale medico-sanitario intervenuto, risultino condivisibili le osservazioni contenute nell’atto di opposizione. Sottolineando che le indagini non debbano limitarsi all’operato dei sanitari, ma estendersi all’intera catena organizzativa e decisionale che, durante la pandemia, portò alla somministrazione del vaccino AstraZeneca anche alle fasce più giovani della popolazione». Tra i materiali ritenuti utili per ulteriori approfondimenti figurano anche documenti prodotti dalla difesa, tra cui video del Comitato tecnico scientifico.

Il Comitato scientifico e quelle parole sulla ragazza

Dunque, nel provvedimento viene richiamata anche una riunione del Comitato tecnico scientifico del 7 maggio 2021, durante la quale «veniva citata la vicenda della ragazza morta a Genova» e, nel corso della discussione, sarebbe stato affermato che «se si fosse lavorato in modo diverso questa ragazza non sarebbe morta». Nello stesso confronto sarebbe stata inoltre considerata “chiara” la correlazione tra trombosi e vaccini a vettore virale, evidenziando come il bilanciamento tra rischi e benefici avesse senso solo in assenza di alternative, che in quel momento risultavano invece disponibili.

Tra gli elementi che hanno portato alla riapertura dell’indagine vi è anche la condizione personale della vittima, giovane e utilizzatrice di farmaci anticoncezionali. «Occorre infatti interrogarsi sull’eventuale necessità ed esigibilità di mantenere il divieto di utilizzo, quantomeno in presenza di fattori oggettivi predisponenti al rischio di trombosi», scrive la gip. Ricordando che la stessa Tuscano aveva indicato nel consenso informato l’assunzione della pillola anticoncezionale.

I legali. “Interrogate Speranza”

«Siamo assolutamente soddisfatti del provvedimento del gip del tribunale di Genova – dichiarano in una nota congiunta i legali – che accoglie integralmente il nostro atto di opposizione». E che, secondo la difesa, apre la strada a verifiche sulla cosiddetta «catena di comando ministeriale» durante la fase di somministrazione dei vaccini. In particolare riguardo all’utilizzo di AstraZeneca nelle giovani donne in età fertile. «Ora auspichiamo che la procura senza timori interroghi tutti i membri del Cts. L’ex presidente dell’Aifa Palù. E l’ex ministro della Salute», proseguono i difensori. Per chiarire se già nel marzo 2021 fossero note possibili conseguenze rischiose del vaccino per questa fascia di popolazione».

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